Momenti  di tensione placati temporaneamente anche se gli animi appaiono ancora molto agguerriti. Questa l’istantanea che può essere tracciata osservando la situazione che da due giorni è in corso davanti alla stazione di Lamezia Terme. Dopo un momento che ha reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per impedire ai manifestanti l’ingresso all’interno della stazione che avrebbe causato anche due malori legati allo stato emotivo alterato dei manifestanti,  per i quali è stato reso necessario l’intervento dell’ambulanza, i vertici dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, Angelo Sposato,  Tonino Russo e Santo Biondo hanno deciso di esprimersi su quanto accaduto annunciando il prosieguo della protesta in altri siti e con altri numeri di manifestanti.

Altre forme di protesta.“ È accaduto quello che non doveva accadere.- hanno dichiarato unitariamente- Noi ci aspettiamo diritti e invece arrivano cariche della polizia. Stavamo aspettando molto pacificamente e civilmente la risposta del governo alla luce dell’impegno del ministro e questo atteggiamento che hanno avuto in questo momento le forze dell’ordine nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici, soprattutto donne, è stato grave. Noi denunceremo ciò al ministro dell’interno . Rimarchiamo una degenerazione rispetto alla strategia del Paese. Mentre noi blocchiamo la ferrovia- continuano- esponenti eletti in Calabria dicono sui social che tutto è risolto. Questi lavoratori meriterebbero rispetto. Hanno lavorato per anni in nero per lo Stato. Da quattro anni coltivavano un sogno, quello di vedere un futuro migliore per i figli e le famiglie. Questo sogno rischia di svanire. Se questo problema si vuole risolvere si deve risolvere immediatamente. Stiamo organizzando altre forme di protesta con altri numeri di lavoratori.”




Astensione dei servizi nei comuni. Le sigle sindacali hanno proposto, inoltre,  attraverso una nota di  interrompere i servizi ai comuni per schierarsi al fianco dei lavoratori. “Cgil, Cisl e Uil Calabria,- si legge nella nota- in attesa di avere risposte concrete rispetto agli impegni assunti dal Ministro Lezzi durante l’incontro registratosi presso l’Aeroporto di Lamezia Terme, al fine di alzare il livello di attenzione sulla vertenza dei lavoratori ex Lpu/Lsu della Calabria, chiedono all’Anci Calabria, in rappresentanza dei Comuni calabresi, di proclamare per la giornata di domani 6 dicembre la sospensione delle attività all’interno degli enti locali calabresi.

In marcia in aeroporto. I manifestanti hanno deciso di lasciare la protesta davanti alla stazione e di dirigersi a piedi all’aeroporto  Internazionale di Lamezia Terme con l’obiettivo di poter avere  un nuovo incontro con il ministro Lezzi che dovrebbe partire con il volo delle ore 18:00. Mentre i manifestanti si stanno recando a piedi in aeroporto la polizia e i carabinieri hanno bloccato tutte le entrate per impedire l’accesso ai manifestanti.

Insulti. Urlano i manifestanti alla polizia che tenta di evitare di farli entrare:  “Mi fate schifo!” Una situazione che diviene sempre più preoccupante. “Non ci arrendiamo.” Nel frattempo l’area dinnanzi all’aeroporto è bloccata, solo ai passeggeri è consentito l’accesso. Non accennano ad andare via e a placare gli animi i manifestanti che attendono prepotentemente l’arrivo del ministro Lezzi. Una delegazione di manifestanti  è appena entrata all’interno della struttura aeroportuale per poter conferire con il ministro Lezzi. Sarebbe previsto lmarribo di altri tre pullman di manifestanti.