Coronavirus, fuga di massa dal Nord: primi arrivi in Calabria ma per ora tutto sotto controllo
In pieno regime di contrasto al Coronavirus, con i numeri di contagio in salita il governo ha deciso di limitare la mobilità nelle regioni e province maggiormente colpite dalla diffusione del COVID-19. La bozza del decreto di governo circola, in maniera ufficiosa, da ieri sera ed ha comportato una vera e propria azione di fuga, in barba alle indicazioni provenienti dalle linee guida, per cui centinaia di abitanti delle regioni “rosse” hanno assaltato le stazioni ferroviarie per fare rientro o per cercare rifugio altrove. Le immagini della stazione di Milano centrale colma di cittadini in corsa per riuscire a raggiungere il treno che li avrebbe condotti in regioni, attualmente, meno colpite è divenuto virale.
Fuga verso il Sud. La Calabria che adesso conta nove contagiati è stata una delle mete scelte. Ieri sera da Milano centrale alle 20:00 è partito un treno a lunga percorrenza che si è fermato stamani più volte e in più stazioni calabresi: Paola, Amantea, Lamezia Terme Centrale, Vibo-Pizzo e Villa San Giovanni proseguendo poi la sua corsa fino in Sicilia. La situazione alla stazione di Lamezia Terme, alle 09:17, orario di arrivo del treno, era abbastanza tranquilla e le persone scese sono state meno di venti, molti di essi hanno poi atteso auto private che li conducessero presso abitazioni di parenti o amici disposti ad ospitarli. "Ero a Milano per lavoro ma quando ho sentito della possibilità che la Lombardia potesse essere chiusa ho deciso di scendere in Calabria, qui ho mio cugino" racconta Andrea (nome di fantasia) che rispetto alla mancata osservanza delle indicazioni provenienti a livello nazionale nonché di responsabilità personale e buon senso ha precisato: "Sto bene!".
Allerta massima. Atteggiamenti non conformi alle disposizioni, leggerezza e scarso senso di responsabilità dilagano tra la popolazione mentre la Regione si adopera a mettere in atto delle vere e proprie "azioni d’urto" che consentano la massima sicurezza e che garantiscano, ove sarà necessario, la giusta assistenza sanitaria in una regione che, a causa dei numerosi tagli effettuati negli scorsi anni, presenta gravi deficit di spazi, personale e attrezzatura. Come ripetuto più volte dagli specialisti del settore è di massima importanza seguire le regole stabilite dal ministero della Salute e al sospetto di malattia contattare i numeri verdi regionali o il 1500 a cui esporre la propria condizione di salute.
