Tar sospende interdittiva antimafia per una ditta di Nicotera. Ricorso accolto
Accolta dal Tar di Catanzaro la richiesta di sospensiva di una ditta di Nicotera, attiva nel settore dei trasporti e difesa dall'avvocato Luigi La Scala, avverso l'ordinanza comunale di revoca della licenza e chiusura immediata dell'attività a seguito di una nota della Prefettura di Vibo Valentia e di un'informativa delle forze dell'ordine del settembre 2015.

Secondo il Tar, dalla motivazione del provvedimento adottato dal Comune di Nicotera sulla scorta di una nota della Prefettura "non emergono circostanze tali da giustificare che il rapporto di convivenza della ricorrente con il marito – di cui peraltro si rappresenta la contiguità con ambienti malavitosi fondandola solo su un rapporto parentale con un elemento di spicco di un'associazione criminale locale e su non specificati controlli con soggetti controindicati - possa incidere sull’attività imprenditoriale tale da supportare la valutazione" dell'emissione di un'informativa interdittiva antimafia. Non si ravvisano quindi per i giudici amministrativi i profili del "fumus boni iuris", creandosi anzi con il provvedimento di revoca della licenza "un pregiudizio grave ed irreparabile a carico della titolare", impedendo alla stessa l’esercizio della libertà di iniziativa economica.

Da qui l'accoglimento del ricorso e la condanna del Comune di Nicotera (difeso dall'avvocato Salvatore Campisi), della Prefettura di Vibo e del Ministero dell'Interno (difesi dall'Avvocatura dello Stato) al pagamento delle spese di giudizio.
La trattazione del ricorso nel merito è stata invece fissata dal Tar per l'udienza del io 2017. (g.b.)
