Viaggiava a bordo di un'auto sulla via Aurelia che è andata ad impattare contro un'auto che viaggiava in direzione opposta

L’ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli è morto, nel primo pomeriggio di oggi, in un incidente stradale sulla via Aurelia, nei pressi di Capalbio, in Toscana. Matteoli, 77 anni, viaggiava da solo a bordo di una Bmw ed era diretto a Cecina, la città in cui abita: in quel tratto l'Aurelia da una corsia si allarga e diventa a quattro corsie. L'altra vettura, una Nissan con a bordo due persone, un uomo e una donna cinquantenni di Roma viaggiava in direzione opposta e per loro la strada da quattro passava a una sola corsia. Gli altri due feriti, di cui una grave, sono stati trasportati in ospedale.

Il cordoglio di Wanda Ferro. "La notizia della tragica scomparsa di Altero Matteoli mi ha profondamente colpita - ha detto - provocandomi un dolore enorme. Alla destra italiana viene strappato un importante punto di riferimento, ma è l’intero Paese a perdere un politico perbene, dotato di grandi capacità e che ha sempre dimostrato un grande senso dello Stato e delle istituzioni. Proprio quella sua capacità di andare oltre la visione di parte, avendo sempre come riferimento l’interesse dei cittadini, ha fatto guadagnare ad Altero Matteoli anche la stima di molti dei suoi avversari politici, insieme al suo carattere mite, alla sua intelligenza, alla sua capacità di mediazione e di dialogo, alla sua  lealtà. E’ stato uno di quegli uomini che hanno saputo guidare la destra italiana in quel passaggio epocale che ha trasformato un partito di testimonianza in una realtà capace di affrontare le sfide della modernità ed andare con autorevolezza al governo del Paese. Era sempre presente, sia nei suoi ruoli di partito che nei suoi incarichi di governo, e conosceva bene le realtà dei territori, sicuramente quello calabrese è stato tra quelli che gli sono stati più a cuore. A lui ero legata da sentimenti di profonda stima ed amicizia, maturati in tanti anni di un comune percorso politico. Non posso dimenticare la sua costante vicinanza nelle tante campagne elettorali che ho affrontato, fino alle ultime elezioni regionali, quando è stato lui a presiedere la commissione che ha deciso la mia candidatura alla presidenza. E’ stato sempre per me un modello di serietà, onestà e coerenza. Ha perso la vita sulla strada, lui che ha generosamente percorso migliaia e migliaia di chilometri per raggiungere ogni angolo d’Italia,  in un lungo viaggio ricco di passione, che ha coinciso con buona parte della storia della destra italiana".