Il presunto boss interviene sulla vicenda e con una nota del suo legale precisa: "Quella casa è stata regolarmente pagata dai miei genitori ma mai trasferita per atto pubblico"

C'è un immobile confiscato che lega indirettamente il presunto boss di San Gregorio d'Ippona Saverio Razionale e l'attuale sindaco Michele Pannia. Una vecchia storia tornata improvvisamente d'attualità con l'invio da parte della Prefettura di Vibo Valentia della commissione d'accesso agli atti al Comune di San Gregorio. L'obiettivo è quello di verificare eventuali condizionamenti o infiltrazioni della criminalità organizzata nell'Ente. Inevitabile il collegamento con la storica inchiesta "Rima" ed il provvedimento di confisca di una casa al primo cittadino di San Gregorio nell'ambito di un procedimento penale su presunte attività illecite di Saverio Razionale.

La casa confiscata. Sulla vicenda interviene ora proprio Saverio Razionale. Con una nota inviata agli organi di stampa, il suo difensore di fiducia, l'avvocato Francesco Stilo, ha voluto precisare che "dinnanzi alla Corte d'appello di Catanzaro prende l'incidente di esecuzione per dimostrare che la casa oggetto di confisca è stata regolarmente pagata dai genitori di Saverio Razionale, Francesco Razionale (nella foto) e Michelina Lacquaniti, fin dal 1979. Lo stesso immobile - osserva il legale - non è stato mai trasferito per atto pubblico per cause imputabili solo ed esclusivamente al padre dell'attuale sindaco Michele Pannia, proprietario dell'abitazione". Per l'avvocato Stilo confida quindi la commissione d'accesso agli atti "potrà verificare nuovamente la totale e assoluta estraneità di Saverio Razionale a tale vicenda".

Revoca della sorveglianza speciale. Lo stesso legale precisa che l'associazione mafiosa del suo assistito "è limitata in un breve arco temporale intervallato tra il 1990 il 1995, anno in cui lo stesso Razionale ha rescisso ogni legame associativo. Sul punto  si è pronunciata più volte anche la Corte di Cassazione. Proprio per questo motivo - sostiene l'avvocato Stilo - non sono condivisibili le pubblicazioni che attestano una partecipazione attuale del Razionale al clan Fiarè. Infatti dal 1995 in poi nessun tipo di provvedimento o condanna è stato adottato dalla magistratura per poter affermare una condotta attuale. A dimostrazione di ciò la stessa Corte d'Appello di Catanzaro – Sezione misure di prevenzione – ha recentemente revocato la sorveglianza speciale del Razionale e la confisca di numerosi beni mobili ed immobili sul presupposto della mancanza dell'attuale pericolosità sociale poiché è stato dimostrato che dal 1995 in poi nessun reato di rilevanza è stato commesso dal Razionale".

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