L’ombra di un nuovo, tragico, dissesto si abbatte sul Comune di Vibo Valentia. La Corte dei conti ha infatti chiesto ulteriori chiarimenti per quanto riguarda il piano di riequilibrio, evocando un potenziale di debito di oltre 61 milioni di euro (ne abbiamo parlato QUI). Un’eventualità, se confermata, certamente infausta per le casse comunali. “La Corte dei Conti non boccia il piano di riequilibrio - ha spiegato il sindaco Limardo nella seduta del Consiglio comunale odierno - ma anzi ci tiene a precisare che l’istruttoria da parte del ministero dell’Interno si è conclusa con una valutazione positiva”.

Chiesta un'audizione alla Corte dei conti. Tuttavia la commissione ministeriale ha ritenuto di chiedere ulteriori chiarimenti a fronte di alcune criticità. “Queste criticità - evidenzia la Limardo - si appuntano su alcuni anni in particolare, che partono dal 2014 e si fermano al 2018. In particolare per quanto riguarda i conti consuntivi del 2014/15 e le partite vincolate dell’anno 2004, quando arrivarono al Comune gli imponenti stanziamenti per la realizzazione della tangenziale”. Sottolineando che, quindi, “questi chiarimenti riguardano attività pregresse a questa Amministrazione” e che “stiamo lavorando sulle criticità evidenziate”. Nello specifico è anche stata chiesta un'audizione alla Corte, siccome si tratta di "conti complessi" e che riguardano passate amministrazioni.

L'intervento dello Stato. Il discorso è poi inevitabilmente finito sull'articolo 53 del Decreto Agosto, per il quale è stato presentato un emendamento affinché possa essere aiutato economicamente anche il Comune di Vibo. In ogni caso il sindaco Limardo si è detta "fiduciosa", ricordando che alcune delle misure necessarie per risanare i conti sono state realizzate e altre - come il piano strutturale comunale, il piano di alienazione degli immobili, la rateizzazione dei debiti pregressi con la Regione - sono in corso di realizzazione. Spiegando poi di aver ridotto di due milioni i fondi da ricostituire, che all’1 gennaio 2019 erano 11 milioni mentre un anno dopo sono scesi a 9 milioni: "Sono risultati importanti - ha concluso il primo cittadino - che danno il conto di come e quanto questa Amministrazione stia lavorando nella direzione del risanamento dei conti".

"Vibo non la salva nessuno". Dall'opposizione ha risposto il consigliere Giuseppe Policaro di "Vibo Democratica", rilevando che il sindaco Limardo nel suo intervento "non ha mai parlato dell'assessore al Bilancio, e non può passare l'idea che siano gli uffici a dover lavorare sui numeri". Questo perchè "il piano di riequilibrio parte da alcuni elementi che non possono non essere conosciuti dalla stessa Amministrazione che lo ha redatto". Ricordando poi che "il parere positivo è arrivato dal Ministero, che però si occupa di aspetti diversi rispetto a quelli propri della Corte dei conti che entra nel merito della sostenibilità" e che "al di là delle risposte alla Corte dei conti, deve esserci la consapevolezza che essendo cambiato lo scenario, con le entrate ridotte a causa dell'emergenza Covid, è necessario un intervento da parte dello Stato". Sulla questione anche il pentastellato Domenico Santoro, che ha sottolineato come "l'emendamento 'salva vibo' non la salverà: se sono veramente 61 milioni questa città non la salva nessuno".