'Ndrangheta, più ore d'aria per il boss vibonese (NOME)
Francesco La Rosa, 54 anni, originario di Tropea e ritenuto ai vertici dell’omonimo clan, ha ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Milano il diritto a quattro ore d’aria al giorno più un’ora di socialità, nonostante il regime di 41 bis a cui è sottoposto presso la Casa di Reclusione di Opera. La misura accoglie il reclamo presentato dall’avvocato Sandro D’Agostino, depositato il 26 settembre, in applicazione della sentenza n. 30/2025 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il limite massimo di due ore d’aria previsto per i detenuti in regime speciale.
La Rosa aveva lamentato la violazione dei diritti fondamentali, sostenendo che il limite delle due ore costituisse un “surplus di punizione”, contraddicendo gli articoli 3 e 27 della Costituzione e le raccomandazioni del Comitato europeo per la prevenzione della tortura. Il Tribunale ha accolto queste argomentazioni, evidenziando come l’ampliamento delle ore all’aperto garantisca una condizione detentiva più rispettosa della dignità umana, senza compromettere la sicurezza della struttura.
Il provvedimento dispone che l’Amministrazione Penitenziaria consenta a La Rosa di fruire delle quattro ore di attività all’aria aperta e dell’ora di socialità, conformemente alla normativa generale ora applicabile anche ai detenuti in 41 bis. La decisione rappresenta un precedente rilevante per la gestione del carcere duro, rafforzando il principio che anche i detenuti sottoposti a regimi speciali debbano poter esercitare i diritti minimi previsti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali.
