Ogni qualvolta si verifica un terremoto, quando la terra, per un motivo o per un altro, inizia a tremare, inevitabilmente il pensiero va ai propri figli. Molti dei quali trascorrono almeno sei ore della propria giornata all'interno della rispettiva scuola. Ebbene, una legge che consenta di effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica esiste, ma di sovente, nel nostro paese, non viene applicata. Così, passata l'emergenza, spenti i riflettori, tutto passa in secondo piano. L'ostacolo principale è quello di natura economica. Soprattutto da parte dei piccoli Comuni che sono costretti ad effettuare le verifiche con i soldi in bilancio.




Così la mappa delle scuole a rischio cresce a dismisura. Anche nel Vibonese, gli edifici scolastici a rischio sono 48, sparsi sull'intero territorio. Undici soltanto nella città capoluogo. L'elenco comprende poi le scuole Capistrano (via Giovanni Paolo II), Cessaniti (via Progresso e via Marconi), Dinami (Piazza San Rocco e via Vittorio Emanuele III), Drapia (via Vittorio Emanuele e via Cesare Battisti), Fabrizia (via Serafino Maiolo e via Francesco Capria), Filandari (Piazza Zagari), Filogaso (via Traversa Belvedere), Francica (Corso Italia e via Sarlo), Gerocarne (via Michele Bianchi), Limbadi (via Pablo Neruda, via Benedetto Croce, via Francesco Cilea), Maierato (Via Rione Labate), Nicotera (Corso Umberto I, via Filippella, via Nuovo Liceo), Pizzo (via Prangi, Contrada Marinella, via Martiri d'Ungheria, Piazza della Repubblica, via Nazionale), Pizzoni (via Oliveto), Ricadi (viale Provinciale), Rombiolo (via I Maggio), San Calogero (via Guglielmo Pepe e via Botticelli), San Costantino Calabro (via Falcone), Sant'Onofrio (via Baclea), Serra San Bruno (via Vittorio Veneto, via Alfonso Scrivo, via Aldo Moro, via Milano), Sorianello (via Vittorio Emanuele), Spilinga (Corso Garibaldi), Stefanaconi (via Alvaro), Tropea (via Tondo e via Coniugi Crigna), Vazzano (Piazza Cavalier Fuscià) e Vibo (via XXV aprile, Piazza Martiri d'Ungheria, via Ruba, via Argentaria, via Tarallo, via Umbria, via Angitola, via Simonetti, via Carceri giudiziarie, via Fortunato, via Santa Maria dell'Imperio, via Palach, via Roma, via Firenze, via del Pescatore, via Pietro Toraldo, via Stazione, via Provinciale, via Sacra Famiglia, via Varelli, via Giovanni XXIII).

A proposito, nel capoluogo si contano 21 edifici scolastici insicuri e non a norma. Ma perchè questi istituti non vengono adeguati? Innanzitutto, per i costi che ne deriverebbero. Gran parte del patrimonio scolastico è antico, costruito con criteri e tecniche diverse da quelle applicate dall'ingegneria moderna. Ed anche le verifiche potrebbero costituire un problema. Insomma, molti sindaci si trovano dinanzi a un vicolo cieco. Per risolvere il problema servirebbe l'interesse reale della Stato. Ma la prevenzione, non paga in termini elettorali. Quindi le scuole rimangono in buona parte agibili ed insicure, essendo state costruite tutte o quasi circa mezzo secolo fa.