Dieci anni e sei mesi di reclusione per il boss Antonio Mancuso, assolti gli altri due imputati. Arrivano una condanna, dunque, e due assoluzioni da parte del Tribunale di Vibo Valentia per i presunti vessatori del tabaccaio di Nicotera Carmine Zappia, che decise di vuotare il sacco e denunciare tutto alle forze dell'ordine, ribellandosi ai suoi aguzzini. Il "ribaltamento", traduzione italiana di "Maqlub", termine che ha dato il nome all'operazione, si concretizzò il 18 luglio 2019, quando vennero arrestati gli aguzzini di una serie di imprenditori del Vibonese, tra i quali Carmine Zappia, gestore di un tabacchino a Nicotera, vittima di una fitta rete di usura ed estorsioni messa in atto dalla cosca dei Mancuso. Zappia aveva deciso di ribellarsi denunciando le estorsioni subite all'autorità giudiziaria. Il commerciante si é poi costituito parte civile nel processo insieme alla Regione e al Comune di Nicotera. Estorsione, usura, favoreggiamento personale e furto i reati, tutti aggravati dal metodo mafioso, contestati a vario titolo agli imputati.

Nei confonti dei suoi presunti aguzzini, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro aveva chiesto pene ben più pesanti: dodici anni e sei mesi di carcere per il boss Antonio Mancuso, 9 anni e sei mesi di reclusione per Antonio Campisi, 38 anni di Nicotera e 3 anni e 4 mesi di reclusione per per Francesco D'Ambrosio, 41 anni, anch'egli di Nicotera. (t.f.)