E’ letteralmente bloccata da due mesi in Lousiana una coppia di Vibo Marina. Emanuela e Michele erano stati costretti a partire in gennaio e, dopo un temporaneo rientro in Italia, avevano nuovamente attraversato l’Oceano, i primi giorni di febbraio. Più che valida la loro motivazione: "Michele avrebbe dovuto prendere servizio nella General Electric dove lavora due anni sui cantieri per l’estrazione del gas". La permanenza oltreoceano dei due giovani sarebbe dovuta durare poco meno di tre mesi. "Il nostro rientro in Italia – ha spiegato Emanuela alla Gazzetta del Sud – era previsto per il 25 aprile". Ebbene, tutto sarebbe probabilmente andato a buon fine se di mezzo non si fosse messo il Covid. "Non avremmo mai immaginato di rimanere bloccati negli Usa – ha chiarito la giovane –. In America a fine febbraio la vita procedeva normalmente. Poi è arrivato il lockdown anche qui".

Da quel momento, il rientro è apparso sempre più una chimera. "Ma solo all’inizio di aprile ci è arrivata la comunicazione che il nostro volo Klm era stato posticipato al successivo 14 maggio. A farsene carico sarebbe stata Alitalia, partner di quella compagnia". A quel punto, avendo l’esigenza di rientrare, "abbiamo provato a guardare i voli speciali messi a disposizione proprio da Alitalia –ha sottolineato Emanuela - ma essendo in Lousiana, raggiungere New York era un problema". Da qui la decisione di attendere il 14 maggio. Tutto inutile. "Anche quel volo da lì a breve –ha raccontato esterrefatta – è stato prima annullato e spostato al 6 giugno, poi al giorno successivo e nuovamente annullato".

Insomma, "pur avendo già pagato –ha sbottato - siamo rimasti senza biglietto di ritorno”. La coppia, tuttavia, non si è data per vinta e ha provato ad ovviare senza che Alitalia, Klm, Delta e Air France offrissero una sola opportunità. “Per tornare bisogna prenotare un volo Lufthansa, la compagnia tedesca che garantisce il servizio ma specula non poco".

Di rimborso, neanche a parlarne: "Ci ridanno indietro meno della metà di quanto avevamo pagato".  Insomma, "sul sito si decantano i voli per consentire il rientro ai connazionali, ma poi – ha concluso Emanuela – le garanzie non garantiscono un bel nulla". E per tornare in Italia bisogna affidarsi ai tedeschi, gli unici tra gli europei a dare certezze anche sui cieli americani…