Referendum, Gratteri: «Vittoria del No è un atto di difesa della Costituzione»
Il Procuratore analizza il voto: «La società civile è viva e attenta. Sì alle riforme per la velocità dei processi, ma senza sacrificare le garanzie e i diritti»
All'indomani del verdetto delle urne, che ha visto il netto prevalere del fronte del "No" ai quesiti sulla giustizia, arriva l’attesa analisi di Nicola Gratteri. Il Procuratore della Repubblica di Napoli, che nelle scorse settimane era finito al centro del dibattito per le sue posizioni critiche verso la riforma, accoglie il risultato non come una chiusura al cambiamento, ma come una precisa richiesta di metodo e merito da parte dei cittadini.
«La vittoria del No rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali», ha dichiarato il magistrato. Secondo Gratteri, il voto di ieri è stato un atto di consapevolezza in difesa dell'equilibrio tra le istituzioni, un argine alzato contro interventi percepiti come potenzialmente lesivi dell'assetto costituzionale.
Il cuore del ragionamento di Gratteri non è la difesa dello status quo, bensì la ricerca di un'efficienza che non sia punitiva per le tutele dei cittadini. «Non è un rifiuto al cambiamento – ha precisato il Procuratore – ma di un certo modo di intendere le riforme. La giustizia ha bisogno di interventi seri, capaci di ridurre i tempi biblici dei processi e di migliorarne concretamente il funzionamento».
Per il magistrato, il bivio non è tra "riforma" e "immobilismo", ma tra una revisione che garantisca la velocità della macchina giudiziaria e una che, invece, rischi di comprimere i diritti fondamentali. «Le riforme sono necessarie – ha incalzato – ma vanno costruite con responsabilità e assoluto rispetto delle garanzie».
Le dichiarazioni di Gratteri arrivano dopo una campagna referendaria accesa, durante la quale il procuratore era stato bersaglio di critiche da parte dei sostenitori del "Sì" proprio per la sua ferma opposizione ai quesiti. Con questo intervento, il magistrato ribadisce la sua visione: il sistema giudiziario va modernizzato e reso più performante, ma la bussola deve rimanere sempre orientata verso la tenuta democratica e l'indipendenza degli organi dello Stato.
La lettura del voto offerta da Napoli, dunque, è quella di un Paese che chiede una giustizia più rapida, ma che non è disposto a barattare l'efficienza con le fondamenta della propria Legge fondamentale.
