Edilizia scolastica, dirigenti pronti a chiudere gli istituti
Vertice in Prefettura questa mattina. Chiesto lo sblocco delle risorse per la manutenzione e i lavori di messa in sicurezza. Domani vertice al Viminale per provare a liberare i fondi dal cappio del patto di stabilità.
Strutture fatiscenti, studenti confinati negli scantinati. Gli abbaini, le biblioteche e le cucine che si trasformano in classi. Mentre l’acqua piovana dei primi temporali autunnali assume le sembianze di una doccia sui banchi degli allievi. La situazione strutturale delle scuole vibonesi è da anni al collasso. Il disagio per studenti e docenti è sensibilmente aumentato da quando l’amministrazione provinciale è in dissesto e il patto di stabilità non consente di liberare risorse neppure per la manutenzione degli edifici. Da poco si è concluso l’ennesimo confronto in Prefettura tra palazzo “ex Enel” rappresentato dal vicepresidente Pasquale Fera e i dirigenti degli istituti superiori. Al cospetto del capo dell’Ufficio territoriale del Governo è venuta fuori, una volta di più la precarietà nella quale si è costretti ad operare, senza riuscire, ovviamente, a prendere alcuna decisione. Se ne dovrebbe capire di più dopo l’incontro previsto per domani a Roma nel quale si prenderà in considerazione l’ipotesi di togliere il cappio al collo del patto di stabilità ai fondi da destinare all'istruzione. Solo a quel punto sarà possibile parlare quantomeno del riscaldamento. Forse la questione più imminente considerato che l’inverno è alle porte. “Non può essere questa la risposta. Viene meno il diritto allo studio – ha tuonato il referente dei dirigenti Raffaele Suppa – Diteci se dobbiamo chiudere le scuole”. Addirittura sarebbero pronte azioni eclatanti.
Dall’altra parte, il solito muro di gomma. La Provincia non è in grado di garantire né la messa in sicurezza degli edifici. “Le imprese – è stato detto - non eseguono i lavori se non hanno garanzie sui pagamenti”. Dunque, non rimane che attendere nelle prossime il parere ministeriale sullo sblocco del patto di Stabilità. Subito dopo, nella giornata di martedì, i dirigenti scolastici rivedranno i vertici della provincia. Per provare ad evitare che l’assalto al palazzo di 9000 studenti ormai esasperati. (t.f.)
