Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo a carico di due donne di Guardia Piemontese, finite sul banco degli imputati con l’accusa di violenza e minaccia a pubblico ufficiale in concorso. I fatti risalivano a un concitato intervento di sgombero di un alloggio popolare dell’Aterp, avvenuto nella frazione Intavolata di Acquappesa.

Secondo la ricostruzione della Procura, le due donne si sarebbero scagliate fisicamente contro i militari della stazione di Guardia Piemontese Marina per impedire l'esecuzione del provvedimento. L'accusa contestava loro di aver urlato contro un maresciallo dell'Arma e di averlo spintonato all'interno dell'abitazione.

In un clima di forte tensione e in condizioni di scarsa visibilità, una delle due imputate si sarebbe gettata a terra simulando un'aggressione da parte del militare, mentre l'altra avrebbe utilizzato il flash di un telefono cellulare per accecare il sottufficiale, nel tentativo di costringerlo ad abbandonare l'appartamento.

Il Giudice Monocratico del Tribunale di Paola, accogliendo le tesi dell'avvocato Pasquale Naccarato, ha però ribaltato il quadro accusatorio. La sentenza ha evidenziato come non sia stata raggiunta la prova della responsabilità penale in ordine alla condotta di aggressione contestata.

Inoltre, il giudice ha applicato i principi stabiliti dalla recente sentenza n. 172/2025 della Corte Costituzionale, riqualificando l'episodio come fatto di "lieve entità". Un passaggio giuridico fondamentale che ha permesso di ridimensionare drasticamente la portata dell'evento, portando all'assoluzione delle due donne dal reato previsto dall'articolo 336 del Codice Penale.

La linea difensiva è riuscita a dimostrare come la condotta delle donne, pur maturata in un contesto di estrema agitazione per la perdita dell'alloggio, non avesse i requisiti di violenza necessari per configurare il reato di resistenza o minaccia. Con questa decisione, cala definitivamente il sipario su una vicenda che aveva scosso la piccola comunità di Intavolata, restituendo un verdetto favorevole alle due cittadine.