Azione nazionale diventa realtà: Scopelliti guida i "quarantenni"
Il movimento presentato a Roma, punta sul consolidamento anche a destra del meccanismo delle primarie. Primi appuntamenti le amministrative della prossima primavera nelle grandi città
dalla REDAZIONE

Il richiamo ad Alleanza nazionale è inevitabile nella sigla. Anche se la denominazione differisce. Ma la notizia è un'altra. Giuseppe Scopelliti torna in campo. Superando il periodo forse più buio della sua recente storia politica. E lo fa con un movimento che riporta l'ex presidente della Regione alle sue origini. Azione Nazionale è stato presentato stamane in conferenza stampa a Palazzo Ferrajoli dai "quarantenni" della Fondazione Alleanza Nazionale, a coronamento del lavoro svolto dal laboratorio di ForumDestra, rete composta da oltre 30 associazioni appartenenti al mondo della destra diffusa. A raccogliere gli obiettivi e le premesse del nuovo progetto è un articolato documento. (Azione Nazionale) Messaggio chiaro agli altri militanti di centrodestra che si stanno «sempre più chiudendo in meccanismi di autoreferenzialità, personalismi da talk-show e micro-scissioni di vertice» e per questo «bisogna avere il coraggio di attivare un profondo rinnovamento nei metodi e nei contenuti che può partire innanzitutto da una destra autonoma e fortemente radicata nei valori dell'identità e della sovranità nazionale».
Chiaro l'intento: rompere quel tabù che impedisce al centrodestra di utilizzare lo strumento per le primarie sia per la scelta dei candidati sindaci che per individuare il candidato premier. «Già le prossime elezioni comunali a Roma, Milano, Napoli e Torino -chiarisce la nota - devono essere una prima occasione per sperimentare con decisione questo metodo», .
Ma la questione, dalle parti dello stretto è un'altra: ci sta riprovando Scopelliti? Nonostante le perdite a vantaggio di Forza Italia nei mesi e nei giorni scorsi? Il progetto non è da poco. Basti pensare che oltre all'ex presidente della Regione ( condannato in primo grado nel processo sul caso Fallara per abuso d'ufficio e falso a sei anni di reclusione) ne faranno parte Gianni Alemanno che ha messo subito le mani avanti: «Fino a quando non saranno chiuse le mie vicende giudiziarie non farò parte di nessun organo politico e quindi non mi candiderò a nessuna elezione. Per quanto riguarda i rapporti, noi vogliamo aggregare ed unire. C'è un processo di allargamento di Fdi e speriamo che l'iniziativa di Azione Nazionale venga vista come un contributo e non come un antagonismo. Se poi questo sarà giudicato in termini negativi, ne prenderemo atto». «Noi - ha osservato l'ex sindaco di Roma - vogliamo aggiungere una forza in più nel centrodestra e aggregare tutto il personale politico che oggi non ha una casa comune. Questa era la nostra sfida nella Fondazione An e oggi proseguiamo su questa strada».
«Nella foto scattata ieri alla piazza di Bologna manca qualcosa», ha spiegato il calabrese Fausto Orsomarso, tra i firmatari della mozione dei quarantenni e portavoce del neonato movimento.
"Noi vogliamo offrire questo qualcosa al dibattito del centrodestra italiano", ha aggiunto il consigliere regionale calabrese, annunciando che il primo grande appuntamento pubblico del neonato soggetto è previsto per domenica 28 novembre alle ore 10 al teatro Quirino.
«In Italia di sente l'esigenza di una destra politica», ha sottolineato Mario Ciampi, membro del consiglio direttivo di Azione Nazionale insieme a Sabina Bonelli, Marco Cerreto, Michele Facci, Fausto Orsomarso, Gabriella Peluso, Veronica Rigoni, Andrea Santoro, Gianluca Vignale e Alessandro Urzì (mentre il ruolo di presidente del comitato dei promotori è affidato a Pasquale Viespoli).
«Per questo - ha proseguito - noi vogliamo colmare quel vuoto e puntare ad essere uno spazio libero e autonomo dagli altri partiti di centrodestra. Alleabile ma non malleabile». Il programma abbraccia sei temi caldi della destra: la centralità della Nazione, che «va difesa partendo dal principio che tutte le alleanze e le appartenenze sovranazionali, compresa l'Unione Europea, devono rispettare questo principio di sovranità; il senso dello Stato; la solidarietà comunitaria; la promozione del Made in Italy e del lavoro italiano; la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori e i valori non negoziabili della persona».
