Scuola, via i voti alle elementari: si torna ai giudizi
Roma, 28 maggio 2020 - La mediazione proposta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte regge e, dopo giorni di accordi saltati all’ultimo miglio, la maggioranza supera le divisioni e nell’esame del dl scuola raggiunge l’intesa sul concorso per l’immissione in ruolo di 32mila precari. Mentre un emendamento Pd approvato sempre in Commissione Cultura prevede che alle elementari dal prossimo anno scolastico la valutazione finale degli alunni non sarà più espressa con i voti numerici ma con un giudizio.
"Si stabilisce - ha spiegato la senatrice Pd Vanna Iori - che nella scuola primaria i bambini non possano essere considerati dei numeri. Dare un 4 può essere un macigno pesante da comprendere mentre una valutazione più complessiva prende in considerazione le caratteristiche del bambino". Viene così mandata in soffitta la norma introdotta nel 2008 all’epoca della ministra Maria Stella Gelmini, che infatti ieri si è detta contraria alla novità: "È un errore e un ritorno al pregiudizio contro gli insegnanti che certo non abusano nei confronti di bambini fra 6 e 10 anni di voti clamorosamente negativi, contro il merito e contro i bambini".
