Per la seconda volta a fuoco la vettura dell'avvocato e presidente della Commissione antindrangheta di palazzo Campanella dopo quello dell'aprile dello scorso anno. 

Arturo Bova

L'auto del consigliere regionale della Calabria Arturo Bova (Pd) è stata incendiata da ignoti nel corso della notte ad Amaroni, centro in provincia di Catanzaro. Un episodio analogo si era verificato il 3 aprile scorso. Sull'accaduto hanno avviato indagini i carabinieri. Bova, fra l'altro, è presidente della commissione regionale antimafia, ma è anche un avvocato penalista. Arturo Bova è stato sindaco di Amaroni sino all'elezione, nel novembre 2014, in Consiglio regionale con la lista "Democratici progressisti". E' figlio di un ex consigliere provinciale di Catanzaro e proviene dal vecchio Partito comunista italiano e dalla Sinistra giovanile. Nessuna ipotesi viene esclusa dagli investigatori - ed in particolare dai carabinieri della Compagnia di Girifalco - in ordine al movente delle intimidazioni subite dall'avvocato e consigliere regionale.

Emergenza democratica per la Cgil. Secondo la Cgil, in Calabria " è in atto un'emergenza democratica dopo l'atto intimidatorio nei confronti del presidente della commissione regionale contro la 'ndrangheta antimafia del Consiglio regionale, Arturo Bova. La Cgil Calabria esprime vicinanza e solidarietà e la più ferma condanna dell'atto che appare ancora più inquietante perchè si ripete a distanza di dieci mesi. Ma adesso è necessario reagire con forza. Non bisogna più sottovalutare questa fase di emergenza democratica. Chiediamo - scrive il sindacato - che il ministro dell'Interno e la commissione antimafia vengano subito in Calabria anche per dare una immediata risposta istituzionale. La Calabria sta vivendo una fase particolare in cui amministratori, rappresentanti delle istituzioni, sindacalisti, imprenditori, giornalisti sono sottoposti continuamente a forti pressioni ed intimidazioni solo perchè svolgono con attenzione e passione il proprio dovere. Questa Calabria, però, - conclude la Cgil Calabria - non si farà intimidire ed anzi rappresenta l'ampia base democratica su cui poggia la speranza di cambiamento della nostra regione. Siamo convinti che magistratura e forze dell'ordine sapranno individuare matrice e autori dell'intimidazione subita dal consigliere Arturo Bova".

Pd Calabria: "serve risposta forte dello Stato". "A nome dei democratici calabresi esprimo la mia solidarietà e la mia vicinanza al consigliere regionale Arturo Bova, presidente della commissione regionale antimafia, per il grave atto intimidatorio subito la scorsa notte. Si tratta dell'ennesimo gesto vile diretto ad intimidire un amministratore da sempre in prima linea nella difesa della legalità". E' quanto afferma invece in una nota il segretario regionale del Partito democratico calabrese, Ernesto Magorno, nell'apprendere la notizia dell'ennesimo atto intimidatorio contro Bova. "Siamo consapevoli che gli attestati di solidarietà, davanti al ripetersi sistematico di questi atti intimidatori, non bastano: serve una risposta forte da parte dello Stato, della politica e della società civile che sia determinata e intransigente. Nel rinnovare il mio invito ad Arturo Bova a proseguire con immutato impegno civile e passione il suo percorso politico, ribadisco - conclude Magorno - il pieno e caloroso sostegno di tutto il Pd calabrese".

Comune Girifalco: "atto spregevole contro Bova". "L'ennesima intimidazione subita dal consigliere regionale e presidente della commissione contro la 'ndrangheta, Arturo Bova, è un atto spregevole". Lo affermano in una nota congiunta il sindaco di Girifalco, Pietrantonio Cristofaro, il presidente del Consiglio comunale, la giunta e l'intera amministrazione municipale, sottolineando "solidarietà e vicinanza all'onorevole Bova, politico stimato e professionista serio". "Siamo certi che la Compagnia dei Carabinieri di Girifalco, guidata dal capitano Silvio Maria Ponzio - prosegue la nota - individuerà presto i responsabili di questo gesto ignobile. Al consigliere regionale Arturo Bova ribadiamo la vicinanza della comunità di Girifalco affinchè prosegui la sua azione politica con la tenacia, il coraggio e la grinta che lo hanno sempre contraddistinto".

 

Bruno Bossio (Pd): "Inquietante attentato a Bova". "L'ennesima intimidazione ai danni del consigliere regionale Arturo Bova è un fatto inquietante sul quale è necessario fare al più presto piena luce. Il reiterarsi di atti intimidatori ai suoi danni, anche in considerazione del fatto che è stato chiamato a ricoprire in seno al Consiglio regionale calabrese la delicata funzione di presidente della Commissione regionale antimafia, non può che suscitare viva preoccupazione in una fase assai delicata della vita politica ed istituzionale della nostra regione". Lo afferma in una nota Enza Bruno Bossio, deputata del Pd e componente della commissione parlamentare antimafia. "Gli organi inquirenti - aggiuge - facciano ogni sforzo possibile per giungere rapidamente alla individuazione di autori e mandanti di tali atti. Ad Arturo Bova voglio intanto far giungere i sensi della mia vicinanza politica e personale. Per quanto mi riguarda - afferma Bruno Bossio - sono in continuo contatto con la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, per attivare al più presto tutte le possibili iniziative politiche ed istituzionali necessarie ad affrontare il sempre più vasto e complesso fenomeno delle intimidazioni in Calabria".

Salerno (Fi): "Rafforzare impegno per la legalità". "Esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà al presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta, Arturo Bova, per l'intimidazione posta in essere da ignoti. Questi gesti sconsiderati, che vanno condannati con fermezza, devono indurci a rafforzare il nostro impegno nella difficile battaglia per l'affermazione della legalità". E' quanto scrive invece il consigliere regionale Nazzareno Salerno che aggiunge: "Auspico che sull'accaduto sia fatta luce al più presto e che ai responsabili sia inflitta la giusta punizione. Sono convinto che Bova non si fermerà davanti alla viltà di atti che esplicano la volontà di forze soverchianti che tutta la comunità calabrese deve combattere".