È scontro aperto tra l’associazione Italia Nostra e l’amministrazione comunale di Vibo Valentia sulla delicata questione della Meridionale Petroli. L’Avvocato Alessandro Caruso Frezza, nella sua doppia veste di professionista e Presidente f.f. della sezione vibonese dell’associazione, ha lanciato un durissimo atto d’accusa contro il Sindaco Vincenzo Romeo per la gestione dei termini legali relativi alla concessione demaniale marittima nella frazione marina.

Secondo quanto ricostruito da Caruso Frezza, lo scorso 19 febbraio era stata trasmessa al primo cittadino una proposta di opposizione già redatta ("chiavi in mano") e gratuita. L'obiettivo era attivare il potere previsto dalla Legge 241/1990 per bloccare o rinegoziare il rinnovo ventennale della concessione alla Meridionale Petroli, portando la questione direttamente sul tavolo della Premier Giorgia Meloni. Il termine ultimo per l'invio della PEC era fissato al 21 febbraio, ma il Comune ha lasciato decorrere la scadenza senza agire.

Il punto focale della polemica riguarda la legittimazione del Comune a opporsi. Se il Partito Democratico ha difeso l'operato del Sindaco citando un parere del Consiglio di Stato del 2019 – secondo cui il Comune non avrebbe titolo per tali ricorsi – l'Avvocato Caruso Frezza contesta radicalmente questa interpretazione. «La conclusione raggiunta per giustificare l’omessa opposizione non è esatta», spiega il legale. «Il Consiglio di Stato prevede verifiche caso per caso. Nel caso della Meridionale Petroli, il D.Lgs. 105/2015 sugli impianti a rischio di incidente rilevante attribuisce esplicitamente al Comune e al sindaco poteri diretti di intesa e tutela della pubblica incolumità».

Secondo Italia Nostra, dunque, il sindaco, in qualità di massima Autorità sanitaria locale e Ufficiale di Governo, avrebbe avuto pieno titolo per procedere, data la natura dell'impianto in questione.

Con la scadenza del termine, la possibilità di riaprire le trattative con l'Autorità Portuale sembra ormai sfumata, lasciando un clima di profonda delusione tra i residenti della frazione marina.

«Peccato che noi cittadini dobbiamo essere amministrati con tanta approssimazione», conclude con amarezza Caruso Frezza, sottolineando come la questione non sia meramente burocratica ma riguardi la tutela della salute e dell'ambiente in un'area già fortemente provata. Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse delle associazioni e se ci saranno ulteriori margini di manovra legale per una vicenda che tocca i nervi scoperti della comunità vibonese.