Variante Covid: cos'è e quali sono i rischi
Una nuova variante del Covid rischia di far tornare mezzo pianeta in lockdown. L'allarme è partito da Londra, dove ieri il primo ministro Boris Johnson ha spiegato che questa nuova variante del Sars-Cov-2 si trasmette il 70% più velocemente rispetto a quelle conosciute. Cosa ha provocato questa mutazione? Cos'è cambiato esattamente rispetto a qualche giorno fa, e perché questa scoperta ha gettato un'ombra sulla possibilità di uscire il più rapidamente possibile dalla pandemia? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.
Non è la prima volta che il virus del Covid muta e non sarà l'ultima. Proprio nei giorni scorsi, uno studio pubblicato da un team internazionale di 28 scienziati guidato da Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Campus Bio-Medico di Roma ha rivelato come in Italia da quando è scoppiata la pandemia siano stati ben 13 i ceppi con cui abbiamo avuto a che fare. “Le mutazioni – hanno spiegato gli esperti – pur avendo inciso sul livello di contagiosità, non modificano la patogenicità del virus né quindi la sua capacità di farci ammalare e di uccidere”. In parole povere, ogni variante ha una sua velocità di trasmissione, ma il grado di letalità è simile. Una buona notizia a metà, visto che è proprio la rapidità delle nuove infezioni a potere mettere in crisi un intero sistema sanitario nazionale. I casi nel Regno Unito sono aumentati del 50% in una settimana, oggi si è registrato il nuovo record di contagi nelle 24 ore: quasi 36mila.
