Commissione d'accesso al Comune, il sindaco chiamato alle proprie responsabilità
"Con riferimento alle comunicazioni rese dal sindaco Giordano nel corso del consiglio comunale del 19 dicembre 2023 riteniamo opportune e necessarie alcune precisazioni al fine di evitare il rischio che vengano veicolate all’opinione pubblica miletese delle informazioni fuorvianti ed avulse dalla realtà. Orbene, la commissione di accesso agli atti nominata dal Prefetto di Vibo, alla cui attività in itinere va guardato con istituzionale rispetto ed il massimo della fiducia, non ha il compito di accertare l’eventuale legalità degli atti compiuti dagli organi politici comunali o dall’apparato amministrativo comunale poiché il controllo di legalità ovvero di liceità o di legittimità degli atti spetta, per il noto principio della separazione dei poteri, all’autorità giudiziaria e non all’autorità amministrativa il cui compito, nel caso di specie, è di verificare se i pubblici uffici in senso lato abbiano assicurato il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione per come recita testualmente l’art. 97 della nostra Costituzione".
E' quanto affermano in una nota i rappresentanti del movimento politico "Eppur si muove", di cui, tra gli altri, fanno parte l’ex consigliere provinciale Michele Rombolà e gli ex candidati a sindaco Giulio Caserta e Gianfranco Mesiano, e che hanno già virato lo sguardo alla prossima tornata elettorale che a Mileto, almeno sulla carta, dovrebbero svolgersi a giugno.
"L’uso improprio del termine legalità rischia, nell’ipotesi di scioglimento del consiglio comunale, di ritorcersi contro chi lo ha utilizzato facendo intendere implicitamente che l’amministrazione abbia adottato atti illegali ed invece non è questo l’accertamento cui mira, per disposizione normativa, la commissione di accesso agli atti nominata dal Prefetto di Vibo. Pertanto, se il sindaco e la maggioranza consiliare ritengono che l’Ente, nel suo complesso, abbia assicurato il buon andamento e l’imparzialità nel settore degli appalti pubblici, nella conduzione delle forniture e dei servizi essenziali, negli affidamenti diretti, nelle procedure di evidenza pubblica, nell’affidamento degli incarichi professionali, nella gestione dei concorsi pubblici, nell’erogazione di contributi alle associazioni locali senza alcuna ingerenza “familistica” o “clientelare” negli stessi, non hanno nulla da temere dall’azione della commissione prefettizia di accesso agli atti. Noi auspichiamo vivamente e sinceramente che l’esito dell’attività della commissione di accesso si concluda fugando qualsiasi sospetto o dubbio sulla correttezza dell’azione dell’amministrazione comunale ma, nell’ipotesi contraria, è evidente che il sindaco dovrà assumersi la responsabilità politica ed amministrativa di quanto accaduto rifuggendo dal tipico atteggiamento italiano di addossare le responsabilità sempre ad altri".
"Noi, dopo l’iniziativa pubblica del 02 dicembre 2023, ci auguriamo, ovviamente, che siano i nostri concittadini liberamente, alla scadenza di questa consiliatura, a decidere da chi essere amministrati in una sana competizione democratica. In conclusione - chiosano i membri del movimento politico - sarebbe opportuno che tutti guardino con fiducia e senza pregiudizi all’operato della commissione di accesso agli atti nominata dal Prefetto di Vibo accettandone in ogni caso le conclusioni con la massima serenità ed il dovuto rispetto istituzionale".
