"Non si può sempre utilizzare la politica – ha dichiarato Occhiuto – per risolvere un fallimento elettorale"

"Il clima di confusione generato alla Provincia di Cosenza dalle reazioni scomposte del consigliere provinciale Graziano Di Natale, nei confronti di una sentenza che vorrebbe interpretare in molteplici modi, facendosi sponda anche attraverso illustri esponenti istituzionali colleghi di partito, rischia davvero di penalizzare il lavoro dell'Amministrazione. Con disagi che, purtroppo, si ripercorreranno soprattutto sui cittadini della nostra grande provincia". E' quanto ha dichiarato il presidente della Provincia di Cosenza Mario Occhiuto, in relazione alle vicende relative alla guida dell'Ente contestata, in questi giorni, da Di Natale. "Non si può sempre utilizzare la politica – ha detto Occhiuto – per risolvere un fallimento elettorale. E mi pare invece che il Pd, di cui Di Natale è esponente, insieme al suo gruppo, stia utilizzando il solito metodo delle pressioni politiche per ribaltare l'esito elettorale. Che è stato chiaro e netto nella mia elezione a presidente della Provincia nel 2014, così come lo è stato nella mia elezione a sindaco di Cosenza, poche settimane fa. Ma noi ci oppporremo con tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, a questi tentativi di usurpazione".

Mario Occhiuto presidente ProvinciaLa lettera. Per chiarire e chiudere la vicenda relativa alla guida dell'Ente provinciale, Occhiuto, rivendicando il suo ruolo di presidente, ha deciso di inviare una missiva al ministro dell'Interno, al ministro per gli Affari regionali e al prefetto. Occhiuto ha inoltre ricordato quanto dispone lo Statuto dell'Ente (all'art. 32), che nei confronti del presidente della Provincia prevede si applichino le stesse disposizioni che riguardano i consiglieri, contemplate nell'art. 37, laddove si legge che "Non si considera cessato dalla carica il consigliere eletto o rieletto sindaco o consigliere in un comune della provincia. Non si considera altresì cessato dalla carica il consigliere decaduto a seguito dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale di cui fa parte rieletto sindaco o consigliere in un comune della provincia nella prima consultazione utile". Chiarito nella missiva anche il suo punto di vista rispetto alle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato: "Il verificarsi di tale condizione non poteva essere oggetto della procedura giurisdizionale davanti al Tar, ed al Consiglio di Stato poi, atteso che oggetto della causa è un mio atto (la nomina vicepresidenziale in favore di Franco Bruno) posta in essere dopo il deposito delle dimissioni ultradimidium, ma prima della mia rielezione a sindaco (che è la condizione prevista dallo Statuto)". Una tesi, la sua, sostenuta attraverso il parere formulato dall'avvocato Sandulli, parere trasmesso nella missiva e dal quale emergerebbe che "Si può pertanto concludere che l'attestazione di cui all'atto n. 23902 del 10 giugno 2016 a firma del Segretario Generale che considera Mario Occhiuto attuale Presidente della Provincia di Cosenza non è stata incisa dall'ordinanza del Consiglio di Stato". "Pertanto – ha concluso Occhiuto - il mio essere in carica nel ruolo di Presidente della Provincia, a seguito della mia rielezione a sindaco di Cosenza, non è stato lambito da alcun provvedimento giurisdizionale ed è legittimato dalla carta fondamentale dell'ente (lo Statuto) che si è limitato a meglio specificare il concetto di rielezione, previsto genericamente già dalla Delrio, quale condizione per non considerare decaduto il soggetto di primo livello rieletto".