Candeggina nel vino della messa, don Felice si affida ai social per esprimere il suo pensiero
Durante la messa di sabato pomeriggio, ha consacrato le ampolle dell’acqua e del vino e, accostando il calice alla bocca, ha avvertito uno strano odore che lo ha messo in guardia. Ha quindi interrotto la celebrazione, le analisi hanno subito confermato la presenza nelle ampolle di candeggina. Da qui la denuncia ai carabinieri.
Bersaglio di una nuova intimidazione è stato don Felice Palamara, parroco di San Nicola di Pannaconi, una frazione di Cessaniti in provincia di Vibo Valentia. Non più tardi di un mese fa la sua automobile era stata danneggiata. Per l'ennesima volta. Diverse anche le lettere anonime con minacce di morte, fino a sabato, con candeggina dentro le ampolle dell'acqua e del vino.
Del fatto è stato informato anche il vescovo Attilio Nostro, che ha fatto visita a don Palamara esprimendo vicinanza anche attraverso una nota. "La Diocesi di Mileto Nicotera Tropea sta vivendo un momento di sofferenza a causa di atti intimidatori che nulla hanno a che fare con la normale vita cristiana delle parrocchie. Per questo mi appello nuovamente alle comunità cristiane perché non si lascino scoraggiare da questo linguaggio di violenza. Non dobbiamo cedere a questa logica, facendoci tentare dallo sconforto e dalla rabbia.
Non possiamo accettare questo linguaggio, non dobbiamo rispondere all’odio con odio, sapendo che non è possibile dialogare davvero con chi si rifiuta di farlo. Ringrazio di cuore le forze dell’ordine per la professionalità con la quale ci stanno aiutando e sostenendo in questo momento umanamente difficile, e anch’io continuerò a garantire ai miei sacerdoti la mia costante presenza perché possano svolgere il proprio prezioso servizio in favore del Popolo di Dio", ha commentato il vescovo.
Don Felice si è affidato ai social per esprimere il suo pensiero sull’accaduto: “La mia vendetta – ha scritto – si chiama amore, il mio scudo perdono, la mia armatura misericordia. Il mio agire sarà l’accoglienza, la mia parola la preghiera, il mio gesto un cuore aperto, la mia battaglia il loro cambiamento. Non mi soffermo agli ostacoli, né mi lascerò impaurire dal buio, perché al di là di tutto chiunque sia, qualsiasi cosa è stata fatta per me è, e rimane quel fratello solamente d’ amare, anche se la giustizia dovrà fare il suo corso”
