La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria, e altre ventiquattro persone nell’ambito di una vasta inchiesta giudiziaria che coinvolge nomi noti del mondo politico, amministrativo e imprenditoriale calabrese.

La richiesta è stata avanzata dai sostituti procuratori Silvia Peru, Irene Crea ed Elio Romano, che hanno disposto l’avvio del procedimento anche per Domenico Pallaria, già dirigente generale della Regione, Luigi Incarnato, ex commissario della Sorical, Alfonso Dattolo, ex consigliere regionale, Francescantonio Stillitani, imprenditore ed ex assessore, Ercole D'Alessandro, ex militare della Guardia di finanza, e Antonio Nisticò, dirigente amministrativo della Protezione civile regionale.
I reati contestati

Le accuse mosse, a vario titolo, sono corruzione, falso, peculato, truffa, concussione e persino accesso abusivo a un sistema informatico. Un impianto accusatorio che tocca diversi livelli della macchina regionale.

In particolare, Oliverio è ritenuto responsabile di aver istigato due dirigenti pubblici, Pallaria e Nisticò, a prorogare illecitamente per un anno i contratti a quattro collaboratori Co.Co.Co. della Protezione civile – Giovanni Marra, Salvatore Rotundo, Alessandro Rugolo e Luigi Russo, tutti indagati.
Il nodo degli appalti e i favori agli imprenditori

Al centro dell’inchiesta anche presunti favori a imprenditori privati. Pallaria è accusato di corruzione in concorso con Luigi Incarnato, Sergio Vittadello, imprenditore attivo nel settore turistico-alberghiero, e la sua collaboratrice Giada Fullini. Secondo la Procura, avrebbe agevolato Vittadello nell’ottenimento di fondi pubblici per le sue strutture.

Un’altra contestazione riguarda la corruzione in concorso tra Pallaria e Stillitani, sempre legata all’uso illecito di fondi e al presunto scambio di favori tra amministratori e imprenditori.

L’inchiesta si presenta come una delle più delicate degli ultimi anni in Calabria, destinata a lasciare il segno non solo sul piano giudiziario, ma anche politico, per le figure coinvolte e le dinamiche che emergono nella gestione della cosa pubblica.