"A Vibo può accadere che un ex assessore venga interrogato per strada o per telefono da decine di concittadini nell’arco di una mattinata per chiedermi, scandalizzati e con toni non proprio da sacerdote, se in questa città valgano ancora qualcosa le norme di diritto. L’atteggiamento di forte stizza, in realtà, trae origine dalla notizia veicolata in città, soprattutto tra i giovani disoccupati, ma anche i meno giovani in cerca di prima occupazione, che nella mattinata di oggi si stessero svolgendo, nei locali di un istituto pubblico, le prove d’esame per il concorso relativo all’assunzione a tempo determinato di Agenti di Polizia Municipale; i quali lamentavano l’assoluta inconsapevolezza dell’esistenza del bando". Esordisce così in una durissima nota l'ex assessore al Commercio della giunta Costa Nico Console.


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"A qualcuno di loro -prosegue la nota - che ha chiesto in mattinata notizie presso il Comune, è stato risposto che il bando aveva avuto ampia pubblicità tramite la pubblicazione sul sito del Comune e sull’Albo pretorio. Tralasciando l’opportunità di utilizzare somme a disposizione dell’Ente per implementare il Corpo di Polizia Municipale nel periodo estivo alla discussione che coinvolgerà il Consiglio Comunale nella prossima seduta sull’O.d.G. proposto da Vibo Unica, unico organo che possa indirizzare in modo giusto e democratico le spese straordinarie dell’Ente e che potrebbe stravolgere l’indirizzo di spesa disposto dall’Organo meramente esecutivo; mi sento in dovere di tranquillizzare quegli onesti cittadini che tra mille sacrifici affrontano la difficile quotidianità di una città in forte crisi confidando ancora in una politica che sia veramente al servizio dei cittadini, soprattutto degli ultimi".

"In loro favore ed a dispetto di chi crede che per adempiere all’obbligo di pubblicità - ha proseguito Console - sia sufficiente la sola pubblicazione nell’albo pretorio del Comune ricordo che le modalità di accesso al pubblico impiego non sono disciplinate discrezionalmente dalla Giunta ma da una legge dello Stato, precisamente il D.P.R. 9/5/1994 n. 487 che regola dettagliatamente anche le modalità di pubblicità dei bandi di concorso. Questo particolare, sicuramente, non trovandoci nella Repubblica delle banane ma in uno Stato di Diritto, non sarà sfuggito sicuramente a chi guida il buon andamento dell’Ente; poiché la mancata pubblicazione del bando di concorso sulla G.U.R.I., oltre a poter determinare l’annullamento della procedura concorsuale genera responsabilità amministrativa e danno erariale".

"I Magistrati del Consiglio di Stato con le Sentenze n. 227 del 25/1/2016 e n. 871/2010 hanno infatti chiarito che il Bando di concorso indetto da un Comune deve essere pubblicato, quantomeno per estratto, nella Gazzetta Ufficiale trattandosi di regola generale attuativa degli artt. 51, primo comma, e 97, terzo comma, della Costituzione; con la finalità di consentire la concreta massima conoscibilità della indizione del concorso a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza e della capacità o possibilità di accesso agli strumenti informatici; principio consacrato anche dall’art. 32 della Legge n. 69/2009 settimo comma".

"Non sarà, allo stesso modo, sfuggito a nessuno al Comune di Vibo Valentia che l’eventuale omissione della pubblicazione del Bando di concorso sulla G.U.R.I. o sul B.U.R., anche solo per estratto, espone ai conseguenti giudizi di annullamento della procedura concorsuale generando responsabilità amministrativa e danno erariale come chiarito dalla Corte dei Conti, sez. giur. Lombardia, con la Sentenza n. 102 del 4/7/2017. Se invece, tutto questo dovesse essere sfuggito, pubblicamente chiedo a chi oggi governa l’Ente, il Sindaco o il Consiglio Comunale, di porre rimedio e ripristinare lo Stato di Diritto a tutela, non di singoli interessi di parte o politici, ma per il rispetto di tutti i cittadini che confidano in una politica seria e di servizio; senza dover necessariamente ricorrere alla tutela di altri poteri dello Stato per la difesa dei loro sacrosanti diritti civici".