La Suprema Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso proposto dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Daniela Garisto ha annullato con rinvio l’ordinanza con la quale il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha confermato la misura cautelare della custodia in carcere per Angelo Accorinti, figlio di Ambrogio e nipote di Giuseppe Accorinti.

Il 31enne di Zungri è stato tratto in arresto nel dicembre del 2019 nell’ambito del processo Rinascita Scott perché ritenuto partecipe dell’associazione mafiosa denominata “Clan di Zungri” la cui direzione sarebbe affidata allo zio Giuseppe Accorinti.

Nel corso dell’istruttoria dibattimentale che si sta celebrando presso l’Aula Bunker di Lamezia Terme, dopo l’escussione dei collaboratori di giustizia, la difesa ha proposto istanza di scarcerazione al Tribunale Collegiale di Vibo Valentia, valorizzando una serie di divergenze dichiarative rispetto ai fatti originariamente attribuiti ad Angelo Accorinti nella fase di applicazione della misura cautelare da parte del GIP, che lo ha ritenuto partecipe all’associazione “con compiti esecutivi, di assicurare e mantenere i contatti tra gli associati, nonché di detenere armi per conto della cosca e controllare il territorio”.

Il Tribunale di Vibo Valentia ha rigettato l’istanza e la difesa proponeva appello al Tribunale della Libertà di Catanzaro che nel gennaio scorso ha emesso un’ordinanza con la quale ha sostanzialmente confermato la misura cautelare della custodia in carcere ei confronti dell’imputato per il reato di associazione mafiosa.

Avverso tale decisione gli avvocati difensori proponevano ricorso per Cassazione e la Corte, in accoglimento delle argomentazioni difensive esposte all’udienza di ieri, 28 Aprile, ha disposto l’annullamento della decisione del Tribunale della Libertà con rinvio per un nuovo e successivo giudizio.