E' una della ipotesi che più sollecita la fantasia dei grillini: l'imprenditore vibonese Pippo Callipo candidato presidente alle regionali del prossimo anno per il Movimento Cinquestelle. L'idea pare non dispiacere ai vertici nazionali del partito, oggi principale azionista del governo giallo-verde, anche sulla scorta delle precedenti e recenti esperienze amministrative dove, salvo qualche rara eccezione, a livello locale i candidati pentastellati hanno sempre arrancato o, quantomeno, non sono riusciti a ripetere i numeri stratosferici segnati alle politiche del 4 marzo.




In più, il "re del tonno" ha dimostrato di avere le carte in regola per poter ambire a questo ruolo: è espressione della società civile, sovente è critico con il governatore di centrosinistra Mario Oliverio (così come lo è stato con il centrodestra) e gode di un consenso personale che va oltre i partiti. Nel 2010, infatti, alla guida di una coalizione che comprendeva anche Italia dei Valori, già in caduta libera, prese un 10 per cento tondo. Ben al di sopra della coalizione che lo sosteneva (Idv, Radicali "Io resto in Calabria con Callipo") e che si fermò sotto l'otto per cento. In un contesto in cui il centrodestra di Scopelliti fece cappotto e il centrosinistra dell'allora governatore uscente Agazio Loiero perse ma non crollò.

Da allora Callipo si è guardato bene dal tenersi lontano dalla politica. Non a caso, sul palco a Gioia Tauro con il vicepremier e leader del M5S Luigi Di Maio, giunto il Calabria a fare visita all'insediamento produttivo di Antonio De Masi (l'imprenditore che da anni vive sotto scorta dopo avere denunciato il racket delle estorsioni), oltre ad un altro imprenditore, Gaetano Saffioti, c'era proprio Pippo Callipo. Certo, l'europarlamentare Laura Ferrara è ancora in campo come la "candidata interna" ma la suggestione di un impegno a cinquestelle di Callipo resta.