Vibo, una città ferma mentre il sindaco pensa solo alle poltrone
Progettazione di opere al palo, lavori a rilento, commercianti inferociti.

Mentre il sindaco della città Enzo Romeo é da giorni chiuso nella sua stanza per capire come uscire dall’impasse politico determinato dalla sua necessità di non toccare alcuno dei propri fedelissimi, all’esterno del palazzo la situazione si fa sempre più complessa per i cittadini comuni.
Un anno e mezzo dopo l’insediamento della nuova amministrazione di centrosinistra, le difficoltà, se possibile, sono aumentate. Come le richieste “senza risposta al Comune”, tutt’altro che un palazzo di vetro.
La rete idrica, ad esempio, fa ancora acqua da tutte le parti. Le perdite quotidiane lo testimoniano, sebbene al momento non risulti che l’esecutivo abbia individuato finanziamenti capaci quantomeno di intervenire sull’esistente.
La questione sanitaria é sempre più allarmante, ma questo non sembra quasi più un problema dell’esecutivo bensì delle associazioni che ripetutamente scendono in piazza contro il rischio di vedere il territorio del tutto abbandonato.
Manca alla città un parcheggio che consenta ai residenti di poter accedere al centro, ormai intransitabile tanto che lo stesso sindaco é costretto a lasciare la macchina in mezzo alla via.
La scala mobile attende ancora di essere messa in funzione. La piscina resta chiusa. Non c’è un solo progetto rilievo finanziato da questa giunta.
I servizi sociali, fiore all’occhiello di Romeo, registrano non poche carenze, segnalate da cittadini e associazioni, basti per tutte la più autorevole, “Io autentico”, che lamenta scarsa vicinanza a chi soffre.
Il bilancio resta ingessato sebbene si intraveda una lieve inversione di tendenza sul fronte della riscossione. Quasi una macchia per l’assessore Pina Puntillo finita nella lista di proscrizione del sindaco perché non eletta. Stessa sorte per la titolare della delega alla Pubblica istruzione la docente del liceo Morelli Vania Continanza. Da mesi Romeo l’ha oscurata eppure docenti e dirigenti sono non poco preoccupati dalla sua possibile uscita di scena. “Non osiamo immaginare che fine faccia la scuola“, dichiarano con un filo di voce a Zoom 24.
L’assessore alla digitalizzazione, anch’essa di serie B perché non eletta, è stata momentaneamente garantita dal suo partito.
I commercianti continuano a lamentare scarso coinvolgimento da parte dell’amministrazione. Soffrono in silenzio, sperando nella svolta che al momento non c’è. C‘è “la città di tutte le epoche”, fumo negli occhi perché le aree archeologiche restano senza un vero e proprio piano di recupero e di valorizzazione. Idem dicasi per i palazzi, pressoché tutti chiusi. Buone nuove solo sul fronte degli eventi, perfettamente riusciti.
La raccolta differenziata funziona, perché qualcuno -non certo la giunta Romeo -ci ha visto lungo da diversi anni. Ma sul fronte del decoro urbano la comunità continua a lamentare non pochi disservizi come documentano in modo sistematico le cronache giornalistiche.
In via Luigi Razza, chiusa al traffico, per cambiare le basole, le attività continuano a perdere introiti. La diminuzione è del 30%, dichiarano gli esercenti.
Sulla delocalizzazione dei depositi costieri le parole superano di gran lunga i fatti a differenza di quanto era apparso in un primo momento.
Insomma, Romeo, più che preoccuparsi degli alecciani, del Pd litigioso e inconcludente e delle poltrone dei suoi amici del club di Progetto Vibo, farebbe bene a pensare a una città totalmente ferma perché mancano oggi più di ieri, idee, progetti, anelito al cambiamento.
