Il sindaco del capoluogo replica al sindacalista: "Non sentiamo la necessità di dover costituire ‘pensatoi’ o ‘tavoli’ per condividere chissà quale progetto"

Vibo Valentia è la cenerentola d'Italia, almeno stando alla recente classifica sulla qualità della vita elaborata dal Sole 24 Ore. Il quotidiano economico ha posizionato la provincia calabrese all'ultimo posto, inducendo il segretario generale della Cisal, Franco Cavallaro, a chiedere per il Vibonese uno "scatto d'orgoglio", non senza analizzare le "mancanze" di cui soffre il territorio. (LEGGI QUI). Ma per il sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa, "la nota del segretario della Cisal, Franco Cavallaro, del 3 gennaio, che pone in relazione la classifica sulla qualità della vita delle province italiane elaborata da Il Sole 24 Ore e l’attività amministrativa del Comune di Vibo Valentia espletata nel 2016, merita alcune precisazioni e qualche considerazione".

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Le precisazioni. "Per incanalare il ragionamento che segue su corretti binari - replica il primo cittadino -, va precisato che la classifica annuale de Il Sole 24 Ore si riferisce alla provincia di Vibo Valentia e non al solo capoluogo. Quindi - sostiene - manca un dato disaggregato dal quale risulti che anche il capoluogo, in base agli indicatori statistici, sia l’ultimo fra quelli italiani. Va aggiunto che questa classifica considera 42 indicatori, 38 dei quali riferiti al 2015 e soltanto 4 al 2016. Per cui non è possibile stabilire un relazione fra la suddetta classifica e la situazione del capoluogo per come influenzata dalle politiche attuate nel 2016 da questa Amministrazione".

Gli indicatori. "Si deve poi considerare - continua Costa - che gli indicatori usati da Il Sole 24 Ore mutano di anno in anno. Quindi sono riferiti a una realtà parziale e mai complessiva. Quest’anno, ad esempio, quasi un terzo degli indicatori è di tipo economico. Un terreno sul quale, obiettivamente, la provincia di Vibo Valentia non è competitiva. In anni precedenti, in cui sono stati presi in considerazione indicatori più favorevoli per la nostra provincia (come i mq di verde per abitante e l’offerta ricettiva), Vibo Valentia si è trovata qualche decina di posizioni più in alto. Oggi, il nostro migliore indicatore, come ho spiegato nella conferenza stampa di fine anno, è quello del rientro dal debito, che, purtroppo, per la sua particolarità, non può essere tra quelli contemplati da Il Sole 24 Ore. Tuttavia, sfidiamo qualunque amministrazione comunale a recuperare in un anno il 30 percento circa del debito complessivo".

I servizi. "Che ciò non basti per offrire maggior servizi lo sapevamo. Ma - afferma - se intanto non rientriamo dal debito e non usciamo dal dissesto è probabile che, in futuro, la città non riuscirà a garantire ai cittadini nemmeno gli attuali servizi. Dunque, pur dovendo tenere in considerazioni gli attendibili dati assemblati da Il Sole 24 Ore, al fine di elaborare politiche amministrative tese al recupero del vari gap territoriali, non sentiamo la necessità di dover costituire ‘pensatoi’ o ‘tavoli’ per condividere chissà quale progetto. Di azioni comuni con forze sindacali e organizzazioni di categorie economiche rappresentative, con il mondo dell’associazionismo e con le espressioni civiche, ce ne sono già state e ce ne saranno, perché questa Amministrazione non è mai stata sorda alle istanze provenienti dalla società ed alle idee tese ad arricchire il progetto ed il programma amministrativo denominato ‘la città che vorrei’, sulla base del quale i cittadini ci hanno dato fiducia e ci hanno affidato questa città per farla risalire dai bassifondi in cui era caduta".