«Anni di silenzi in questa sanità vibonese con ospedali del tutto smantellati o chiusi. Prendiamo ad esempio il presidio ospedaliero di Serra San Bruno o di Tropea». Inizia così il duro sfogo del leader provinciale della Lega, Mino De Pinto, contro «l'incapacità assoluta da parte della politica (sinistra e destra nessuno escluso) che ha comportato questa dura situazione emergenziale». Parole dure quelle della Lega di Vibo Valentia, ma «necessarie per prendere atto pubblicamente contro chi da troppo tempo malgoverna un settore così delicato».

«Rivendicare il diritto alla sanità uguale su tutto il territorio nazionale è una priorità. Noi non guardiamo in faccia nessuno, nemmeno i tanti criticoni che abbinano la parola Lega al concetto di autonomia differenziata, pensando erroneamente che possa condurre ad una situazuone assai peggiore di quella già verificatasi. - ha continuato De Pinto - Anche la mia ultima esperienza al pronto soccorso di Vibo è al limite del micidiale! Entro alle 14:30 al pronto soccorso per delle lastre al piede ed esco alle 20:00 di sera. Mi rimandano a casa e mi dicono di ritornare il giorno dopo. Dopo una giornata di attesa non vi è ancora nessuno capace di darmi i giorni di infortunio. Una sola dottoressa presente, la quale non ha colpe nel dover gestire da sola così tanti pazienti ed allo stesso tempo occuparsi della sala operatoria quando viene chiamata. Senza visita ambulatoriale non potevano assegnarmi i giorni di infortunio ma allo stesso tempo sono stato ore e ore in attesa senza nessuna visita ortopedica».

«I cittadini erano tutti infuriati e comprendo che quella che a me sembra un giorno di ordinaria follia altro non è che la normalità all'interno dell'ospedale di Vibo Valentia. Una insensibilità politica davanti a perenni proclami. - ha segnalato De Pinto - L'esempio più lampante è quello del nuovo ospedale di Vibo. Da circa 20 anni si alternano governi di centrodestra e centrosinistra e siamo ancora alla prima pietra. Il capogruppo in consiglio regionale di forza italia Michele Comito ha dichiarato con cauto ottimismo che si procederà entro breve alla consegna dei lavori. Nonostante anche le rassicurazioni del sindaco Maria Limardo, che a dicembre, nel corso di una riunione della Conferenza dei sindaci sulla Sanità, annunciava l'avvio dei lavori entro dicembre o al massimo agli inizi di gennaio 2023, mentre ora ci ritroviamo già a maggio».

«Ci auguriamo tutti che ci sia davvero l'interesse di portare avanti la buona sanità anche da parte di Roberto Occhiuto nel nostro territorio perché pure noi di Vibo meritiamo un ospedale quanto meno sufficiente quasi quanto lo è l'Annunziata di Cosenza. Non è un caso che, ormai tanti cittadini vanno a protestare ogni ultimo venerdì del mese sotto la sede Asp con dei flash mob sul diritto negato ad una sanità più omogenea per tutti», ha insistito il segretario provinciale della Lega.

«Vorrei rimarcare un concetto: i dottori meglio che facciano i dottori piuttosto che gli aspiranti politici. È proprio la politica che ha portato lo Jazzolino a divenire un presidio fatiscente. Sono d'accordo con le parole del presidente del Veneto, Luca Zaia, quando segnala di come noi ci ritroviamo poi a dover effetuare i "viaggi della speranza" perché siamo senza strutture. Ora vi è il centrosinistra che tende a dare la totale colpa di tutto ciò all'autonomia differenziata non capendo che in parte è anche colpa della loro mancata efficienza nel loro apporto politico, altrettanto insufficiente quanto quello del ventennio di centrodestra», ha scritto ancora De Pinto.

«Una politica che continua a vivere di soli proclami senza apportare nulla di buono. Vorremmo lanciare noi della Lega un appello ai partiti ed alle associazioni presenti sul territorio per unirci e tentare di creare un tavolo di confronto. La sanità per noi non è un diritto "negoziabile" appresso alle coalizioni politiche. Chiediamo una sanità equa e valida ovunque perché noi di Vibo meritiamo le stesse possibilità di curarci di qualsiasi cittadino che abita nel Veneto o in Friuli. Siamo veramente stufi di ritrovarci "indirizzati" verso una sanità quasi del tutto "privatizzata" per fare fronte ai nostri problemi di salute. Continue promesse e rinvii senza un briciolo di cambiamento per migliorare. È ora di dire basta, serve un cambio di rotta urgente!», ha concluso De Pinto.