Bufera su Calabria Verde, l'ex dg Paolo Furgiuele non risponde ai magistrati
L'inchiesta della Procura è sfociata mercoledì scorso nell'esecuzione di cinque misure cautelari nei confronti di dirigenti e consulenti dell'ente regionale
L'ex direttore generale di Calabria Verde, Paolo Furgiele, travolto dall'inchiesta sulle spese pazze dell'ente in house della Regione Calabria e arrestato lo scorso mercoledì su disposizione del gip distrettuale Giuseppe Perri si è presentato questa mattina per l'interrogatorio di garanzia accompagnato dai legali Nicola Cantafora del foro di Catanzaro e Alfonso Furgiuele del foro di Napoli. L'ex numero uno della società che gestiva il settore della forestazione in Calabria ha preferito però non rispondere alle domande rivolte dai magistrati. L'inchiesta svolta dalla Procura di Catanzaro è sfociata finora in tre filoni d'indagine: il primo riguarda la distrazione di fondi comunitari utilizzati per il pagamento degli stipendi degli operai forestali anziché per la realizzazione di opere straordinarie di messa in sicurezza dei corsi d'acqua e del territorio dal rischio idrogeologico; il secondo l'utilizzo di dipendenti e materiali per la ristrutturazione dell'abitazione privata dell'ex dg e, infine, l'affidamento di una consulenza ad un professionista esterno privo dei relativi titoli per svolgere le delicate mansioni affidategli.
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