La temporanea uscita di scena dell'ex governatore non lascia intravedere alternative alla sua leadership che negli anni si era consolidata

di TONINO FORTUNA

La conferma della condanna in secondo grado di Giuseppe Scopelliti riveste indubbiamente uno straordinario significato politico. Con questo verdetto potrebbe calare il sipario, il condizionale è d'obbligo, su una stagione politico-amministrativa nel suo complesso. Ma indubbiamente la sentenza del Tribunale di Reggio Calabria rischia di avere risvolti più ampi. E di incidere sul destino del centrodestra in Calabria. Non servono, d'altronde, politologi o intellettuali, nè veggenti, per capire che da quando Scopelliti è venuto meno, il centrodestra in Calabria non ha avuto più un punto di riferimento.

I notabili spariti nel nulla. E a prescindere dalle responsabilità dell'amministratore, accertate e da accertare in sede giudiziaria -l'ex governatore ricorrerà in Cassazione contro la condanna a cinque anni -  sono gli aspetti politici quelli decisamente più intriganti della vicenda. Prima di entrare nel merito, sorge lubranianamente spontanea una domanda: dov'è tutto quel codazzo di notabili che per anni ha fatto la corte a Scopelliti? Dove sono finiti i suoi sodali compagni, quelli che, pur di compiacerlo, hanno cambiato e ricambiato casacca? Non servono corsi e ricorsi storici: basta una discreta memoria per ricordare volti più o meno noti che, cavalcando lo tsunami con cui l'ex sindaco di Reggio ha fatto terra bruciata degli avversari, hanno provato a costruire le proprie fortune e nel momento in cui l'ex governatore ha ceduto il passo si sono riciclati altrove pur di apparire immacolati e senza macchia.

I carabinieri a palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della CalabriaCoalizione senza un riferimento. A prescindere da tutto, la sentenza di secondo grado del Tribunale di Reggio, è di fondamentale importanza sul futuro del centrodestra. Perchè chiunque, anche un semplice cittadino, dinanzi a quel verdetto, si è chiesto: che cosa ne è stato, o meglio, che cosa ne sarà della coalizione di centrodestra? Senza ipocrisia, si può dire che da quando Scopelliti, per via dei problemi giudiziari, è uscito dalla scena politica, da quando i suoi più fedeli compagni, cogliendo al volo il momento propizio, lo hanno boicottato e scaraventato fuori dal parlamento europeo,  già, da due anni e mezzo abbondanti, il centrodestra non ha, nel bene e nel male, una guida carismatica. Tanto che alla domanda: chi sarà il successore di Scopelliti anche i suoi detrattori e i suoi nemici giurati, all'interno della coalizione, balbettano. E già perchè un successore ancora non c'è. O esiste solo potenzialmente.

wanda-ferroIl passato.  La pista Wanda Ferro, in un primo momento, era parsa tutto sommato percorribile: e qualche stratega lo ha capito così bene in anticipo, da studiare dettagliatamente  il modo di lasciarla fuori dal Consiglio regionale, dove la leadership dell'ex presidente della Provincia di Catanzaro avrebbe potuto consolidarsi facilmente, considerate le difficoltà della maggioranza e la lentezza dell'attuale governatore, depotenziato in partenza, dal presidente del Consiglio e segretario del suo stesso partito, a differenza di Scopelliti che da Berlusconi aveva avuto piena legittimazione. Sanità docet.

Occhiuto-RobertoIl futuro. E se anche tra qualche settimana la Ferro entrerà nell'Astronave, inevitabilmente, dovrà ricominciare tutto daccapo. A due anni dalla campagna elettorale dovrà ripartire quasi da zero. E raccogliere i cocci di una coalizione in evidente ritardo. Peraltro, c'è già chi pensa ad un'alternativa da qui alle prossime elezioni regionali. Alternativa indicata, più o meno direttamente questa estate, nel corso di un convegno a Vibo Valentia, da Giovanni Toti e che ha un nome ed un cognome: si chiama Roberto Occhiuto. Anche per lui, tuttavia, le insidie non sono poche. Dovrà dimostrare di saper rimettere intorno allo stesso tavolo un centrodestra lacerato e decisamente ridimensionato sui territori. Dovrà dimostrare di saper andare oltre Forza Italia, i cui luogotenenti, da un estremo all'altro della Calabria, chiudono a doppia mandata le segreterie di partito, impedendo di fatto la partecipazione. Dovrà ricostruire un centrodestra ripartendo dalle strade, dalle associazioni di categoria, dalla società civile. E non sarà semplice perchè, su questo percorso, i primi a sbarrargli la strada potrebbero essere i suoi attuali compagni...si fa per dire....di viaggio.