'Ndrangheta: clan Mancuso, Tribunale Vibo ammette nuovi testi in aula
Rigettate invece altre richieste dei difensori degli imputati che avevano chiesto l'acquisizione di sentenze e l'escussione di altri testimoni. Processo "Black money" alle battute finali
Nuova udienza stamane nell’aula bunker del nuovo Tribunale di Vibo Valentia per il processo nato dall’operazione antimafia denominata “Black money” contro il clan Mancuso. Il Tribunale collegiale presieduto da Vincenza Papagno, a latere i giudici Pia Sordetti e Giovanna Taricco, a scioglimento delle riserve avanzate dal pm Marisa Manzini e dalle difese di alcuni degli imputati ha disposto la testimonianza in aula per le prossime udienze - fissate per il 21 e 28 aprile - di Elisabetta Franza, medico psicologo dell'Asp di

Vibo nel 2012 (indicata quale persona offesa dalla condotta dell'imputato Damian Fialek), del titolare della ditta Mirarchi Antonio che nel 2003 si è occupato dei lavori per la Fondazione "Cuore Immacolato di Maria" a Paravati (in merito all'individuazione del fornitore di calcestruzzo per i lavori svolti nel 2003 per la fondazione "Cuore Immacolato di Maria" a Paravati alla luce della testimonianza resa in aula da Padre Cordiano il 18 marzo 2015), di Yuliya Kazlouskaya e Vladimiro Tripodi, ex dipendenti della "Vfi" e della "Sud Consulting", di Vincenzo Fiocco, amministratore giudiziario dei beni in sequestro in relazione al processo, di Umberto Toraldo, amministratore unico della società "Marina del Faro" e del luogotenente Cannizzaro, comandante della Stazione dei carabinieri di Briatico nel 2005 . Acquisito inoltre il verbale di dichiarazioni rese da Adriano Currà al difensore dell'imputato Raffaele Corigliano il 26 marzo 2013.

I rigetti. I giudici a scioglimento della riserva hanno invece respinto la testimonianza di Maddalena Corso, non ritenendola necessaria alla luce di quanto riferito da Eugenio William Polito e da Domenico Polito nel corso dell'udienza del 21 ottobre 2014. Respinte, altresì, le richieste di sentire in aula Antonio Forelli e Mario De Rito (quest'ultimo imputato nel processo "Black money" nel troncone che si sta celebrando con rito abbreviato) dal momento che i rapporti tra questi e il testimone di giustizia di Briatico, Giuseppe Grasso, risultano già sufficientemente chiariti nel corso del dibattimento con le testimonianze rese da Eugenio William Polito, Francesca Franzè e Giuseppe Grasso, oltre gli stessi avere costituito oggetto del processo a carico di Salvatore Sorrentino, la cui sentenza è stata acquisita al fascicolo per il dibattimento. Non sarà infine sentito il comandante della Stazione dei carabinieri di Pandino , non avendo i coniugi Grasso indicato la persona con la quale avrebbero interloquito in occasione della prima denuncia delle intimidazioni subite da Salvatore Sorrentino.

Respinta infine la richiesta dell'avvocato Francesco Stilo in merito alla richiesta di acquisizione di una sentenza che "da informazioni giornalistiche - sottolinea il Tribunale - risulterebbe emessa in procedimento connesso a quello odierno". Il riferimento è alla sentenza emessa dal Tribunale di Salerno a carico di un magistrato del distretto di Corte d'Appello di Catanzaro coinvolto nell'inchiesta "Purgatorio". Ad avviso del Tribunale, qualora l'avvocato Stilo voglia utilizzare documentazione a supporto dei rilievi che intendaesvolgere potrà direttamente produrre la sentenza.

Gli imputati. Imputati a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, estorsione, usura, detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, sono: Giovanni Mancuso, Antonio Mancuso, Giuseppe Mancuso (cl. ’77, figlio del defunto boss Pantaleone Mancuso, detto “Vetrinetta”), Damian Fialek, Antonino Castagna, Agostino Papaianni, Leonardo Cuppari, Antonio Prestia, Gaetano Muscia, Pantaleone Mancuso (detto “Scarpuni”), Nicola Castagna, Filippo Mondella, Antonio Velardo (latitante), Raffaele Corigliano, Carmela Lopreste, Giuseppe Papaianni, Francesco Buccafusca, Pantaleone Zoccali, Carmina Mazzitelli, Ottorino Ciccarelli, Alberto Caputo. (g.b.)
