La proroga della chiusura delle scuole fa insorgere il Comitato "Mamme. Torniamo tra i banchi sicuri" che punta l'indice contro la decisione di prorogare lo stop delle attività didattiche in presenza a Vibo Valentia fino al 22 dicembre. Comitato che è pronto a rivolgersi alle massime autorità istituzionali sul territorio provinciale e regionale. "Oggi il nostro sindaco Maria Limardo - si chiarisce in una nota - ha emanato la nuova ordinanza con cui dispone la didattica a distanza fino al 22 dicembre. Se è vero ciò che dicono gli esperti, dopo Natale il contagio aumenterà e poi ci sarà una terza ondata, ancora più forte. Si rischia, dunque, di non tornare in presenza per molti mesi. Il virus non si ferma e va combattuto e affrontato con una buona sanità".

E ancora: "Le scuole devono essere prima adeguate, bisogna tornare in sicurezza, ci permettiamo di ricordare che in Calabria da marzo ad oggi sono stati spesi 10 milioni di euro per adeguarle e allora ci chiediamo: è possibile che una scuola non si possa permettere di acquistare un termometro e misurare la febbre all'ingresso?"

Quindi l'affondo: "Il sindaco è responsabile della sanità e noi crediamo debba pretendere dall'Asp controlli nelle scuole, ogni plesso deve avere il responsabile Covid e deve interagire con le Usca (unità socio assistenziali) che l'Asp deve rendere operative su tutta la provincia. Anche per queste sono arrivate le risorse da parte del Governo, per assumere nuovi medici e infermieri e acquistare i presidi sanitari. Insomma, è opportuno che ognuno di noi sia responsabile e si attrezzi a combattere il virus e tutte le inefficienze che ha scoperchiato".

Dunque, "responsabili dobbiamo essere in primis noi famiglie che al primo sintomo dobbiamo tenere i nostri figli a casa. E poi sono fondamentali i controlli all'ingresso e all'uscita dalle scuole. Non vogliamo dire nulla sul diritto all'istruzione, sarebbe offensivo spiegare l'importanza di istruire ed educare i nostri figli, qui è in gioco il futuro di intere generazioni. Per non parlare di bimbi costretti a casa con genitori disoccupati e altre situazioni di impatto sociale devastante. C'è un dibattito in Italia su tanti temi fondamentali in questo momento, il rischio che il virus stravolga il nostro assetto economico e sociale è altissimo, ma perchè non si affronta realmente il problema scuola? Forse perché attorno alle scuole non ci sono gli interessi delle grandi lobby? Forse perchè i nostri figli non votano? Ma i loro genitori sì, e allora è arrivato il momento di prendere posizione e decidere del nostro futuro, del futuro dei nostri figli. E' chiaro che chi non condivide il nostro pensiero è libero di tenere i propri figli a casa, così come si possono chiudere le singole scuole che da marzo ad oggi non sono state in grado di adeguarsi. Siamo in una democrazia e siamo tutti liberi, ma non toglieteci i nostri diritti fondamentali".