"Sebbene possiamo immaginare cosa spinge un così aspro scontro con il management aziendale, riteniamo di dover chiarire alcuni aspetti fondamentali"

Non si smorzano i toni a Catanzaro sulla vicenda che ha coinvolto i vertici dell'Amc. Il provvedimento assunto dall'amministratore unico, Rosario Colace, e che prevede le progressioni contrattuali e retributive per un buon numero di dipendenti aziendali è finita, infatti, al centro di uno scontro istituzionale tra Palazzo De Nobili e i vertici della municipalizzata. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra il sindaco, Sergio Abramo, e l'amministratore dell'Amc, Rosario Colace, arriva oggi la presa di posizione dei sindacati di categoria. Le sigle sindacali hanno deciso di indirizzare una lettera al primo cittadino difendendo l'operato dell'amministratore Colace.

Egregio sig. Sindaco,
appare assai anacronistico e ad ogni modo fuori luogo quanto sta accadendo in questi giorni a seguito dei provvedimenti, adottati, su formale delega della proprietà, dall’amministratore unico di Amc, che hanno dato solo dignità e giustizia ai dipendenti che da anni ormai, seppur hanno sempre alacremente lavorato, aspettavano il dovuto regolare inquadramento professionale.

Sebbene possiamo immaginare cosa spinge un così aspro scontro con il management aziendale, riteniamo, per mezzo della presente, di dover chiarire alcuni aspetti fondamentali che avranno il compito di dare onore al vero. Come le è ben noto con l’insediamento dell’attuale management e del direttore generale, Luigi Siciliani, si è dato il via a un processo intenso di ristrutturazione generale aziendale sia di carattere finanziario amc-catanzaroche organizzativo; tale operazione, che noi abbiamo costantemente seguito e sostenuto sin da subito, prevedeva, tra l’altro, una riorganizzazione del personale impiegato nei vari servizi. A tal proposito sono state sviluppate una serie di riunioni per la redazione di una pianta organica aziendale, ben sapendo che in ogni caso le posizioni che da anni esercitano delle funzioni specifiche andavano propedeuticamente regolarizzate, per dare la giusta dignità al lavoratore e anche, se la vogliamo dire in un’ottica aziendale, per non esporre l’azienda a contenziosi certamente impattanti sulle stesse finanze aziendali. Benché siano stati troppi, diremmo noi, gli anni necessari ad arrivare ai provvedimenti saggiamente emessi in questi giorni dall’azienda, dobbiamo doverosamente rilevare che l’amministratore unico ha dato seguito agli accordi sottoscritti, dimostrandosi garante della contrattazione intercorsa all’interno delle corrette relazioni industriali tra Amc e rappresentanze sindacali.

Se poi pensiamo che nel mese di ottobre, vedendo lungo, siamo legittimati a dire oggi, contro ogni normale procedura di relazioni industriali tra le rappresentanze sindacali e l’azienda, abbiamo ritenuto necessario un incontro con la proprietà, rappresentata dalla sua persona, che, di fatto, si è concretizzato con un accordo strutturato in tre punti da rosario colaceattuare in contestualità e senza alcun differimento, ci viene da chiedere come è possibile addebitare, a qualcuno, la fretta dei provvedimenti emessi.
In merito all’impatto economico, quantunque già nelle trattative il direttore generale ha ampiamente illustrato alle organizzazioni sindacali i costi e le risorse di tutte le operazioni di riorganizzazione aziendale (funicolare, trasformazione part-time, riorganizzazione uffici amministrativi, ecc…) e che le stesse sono state trasmesse all’ufficio comunale competente e sono state oggetto di relazione e delibera di consiglio comunale, e sebbene non tocca a noi darne un’articolata e precisa descrizione, ci sentiamo di dover chiarire alcuni punti essenziali e molto chiari che forse tutti, o quasi, dimenticano o fanno finta di dimenticare:
- le risorse necessarie sono state ampiamente garantite dai nuovi servizi acquisiti già nel corso dell’anno 2016 (funicolare, aree di sosta, ecc…) e dalle economie provenienti dai numerosi pensionamenti del personale operativo e amministrativo, quest’ultimo non rimpiazzato da nuove figure. Proprio il personale amministrativo postosi in quiescenza, per il raggiungimento dei requisiti, ha prodotto un vuoto amministrativo sopperito dalle figure professionali rimaste, che, con spirito di sacrificio, hanno, nonostante il possesso di profili professionali nettamente inferiori, sopperito a tale mancanza e si sono fatti carico anche delle nuove sfide aziendali e delle mutate esigenze senza lesinare alcunché e producendo gli ottimi risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Se oggi noi facessimo i conti in tasca all’azienda sulla spesa del personale, suddivisa per centri di costo, ci renderemmo conto di una realtà assai interessante, in ordine ai risultati di risparmio ottenuti.  È vero, forse, non è il nostro compito fare queste valutazioni, ma si tratta di evidenze così scontate che leggere sulla stampa una sua nota inviata all’Amministratore Unico per chiedere chiarimenti tecnici ci sembra più qualcosa che non guarda alla sostanza e alla realtà dei fatti, ma a qualche altra esigenza. Egregio sindaco, quanto in narrativa è una sintesi inconfutabile dei fatti e concludiamo chiedendole di valutare attentamente la vicenda, di non accettare in nessun caso le dimissioni del dottor Rosario Colace dalla carica di amministratore unico di Amc, di dargli ampio mandato di concludere i provvedimenti che a causa del caos creatosi non sono stati completati e di dare nuovamente serenità ai dipendenti che a causa di questa bagarre si sentono oltraggiati e delusi.
All’amministratore unico, che legge in copia, chiediamo di non dare le dimissioni dall’incarico e di procedere il proprio lavoro in Amc. La portiamo, inoltre, a conoscenza che per questa trattativa e per altre problematiche in corso di trattativa, non di minore importanza, abbiamo già proclamato lo stato di agitazione del personale e in mancanza di un clima distensivo, che ci dia la possibilità di proseguire nel lavoro e nelle trattative in itinere, attiveremo tutti gli atti propedeutici e necessari per lo sciopero del personale dipendente.  Certi che quanto contenuto nella presente sia stato utile a chiarire i fatti e le posizioni, siamo qui disponibili a un incontro che dia maggiore chiarezza, qualora lei lo ritenga necessario, ferma restando la legittimità degli accordi già sottoscritti.
Cordialità.