'Ndrangheta, decine di ricorsi inammissibili in Cassazione (NOMI)
La Corte di Cassazione, seconda sezione penale, ha emesso il dispositivo di sentenza riguardante il processo "Stige", nato dall'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro contro la cosca Farao-Marincola di Cirò. Il processo, celebrato con rito abbreviato, ha visto numerosi imputati accusati di aver costituito una rete di controllo mafioso su vari settori economici, con un giro d'affari di diversi milioni di euro.
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da una lunga lista di imputati, confermando le condanne già emesse e imponendo il pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. Tra i condannati figurano Francesco Aloe, Gaetano Aloe, Giuseppina Aloe, Lucia Aloe, Antonio Anania, Ercole Anania, Antonio Bartucca, Moncef Blaich, Martino Cariati, Giovanni Caruso, Erminia Castellano, Giuseppe Castellano, Vito Castellano, Dino Celano, Filomena Coco, Gennaro Crugliano, Leonardo Crugliano, Mirco Crugliano, Vittorio Farao (classe ’77 e classe ’78), Giovanna Foderare, Franco Gigliotti, Nino Greco, Giuseppe Guarino, Pasqualina Lascenzione, Mario Lavorato, Cataldo Marincola, Salvatore Morrone, Luigi Muto, Santino Muto, Basilio Paletta, Domenico Palmieri, Rosario Placido, Fabio Potenza, Carmela Roberta Putrino, Eugenio Quattromani, Domenico Rocca, Francesco Russo, Giuseppe Sestito, Roberto Siciliani, Carmine Siena, Palmiro Salvatore Siena, Giovanni Spadafora, Antonio Squillace, Carolina Terlizzi e Annamaria Veltri.
Parallelamente, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi della Procura generale di Catanzaro contro le assoluzioni di Ludovico Tallarico (per il reato di cui al capo 1), Angelo Cotone, Adolfo D’Ambrosio, Vincenzo Zampelli, Bruno Tucci e Vincenzo Santoro (per il reato di cui al capo 54) e Bruno Tucci e Vincenzo Zampelli (per il reato di cui al capo 53).
La Cassazione ha annullato diverse sentenze, rinviando a una nuova sezione della Corte di Appello di Catanzaro per un nuovo giudizio. Tra queste, le sentenze contro Luigi Caputo, Amodio Caputo, Cataldo Marincola e Aldo Marincola (per il reato di cui al capo 1) e Francesco Tallarico (in relazione al trattamento sanzionatorio). La Corte ha annullato senza rinvio le sentenze contro Giuseppe Spagnolo (per il reato di cui al capo 87), Salvatore Giglio (per il reato di cui al capo 15) e Giuseppe Giglio (per il reato di cui al capo 67), dichiarando in alcuni casi che il "fatto non sussiste" e in altri annullando le relative pene.
La Cassazione ha disposto anche l'annullamento senza rinvio della sentenza contro Antonella Rocca (per il reato di cui al capo 69), ordinando il dissequestro e la restituzione dei beni aziendali della "Rocca s.r.l." e delle quote di partecipazione di Antonella Rocca nella stessa azienda. Simile provvedimento è stato adottato per Francesco Rocca. Inoltre, è stata annullata la sentenza contro Francesco Farao (per i reati di cui ai capi 85 e 86) per prescrizione, con l'eliminazione delle relative pene.
Infine, la Corte di Cassazione ha rettificato la sentenza impugnata contro Carmine Muto e Antonio De Luca, rideterminando la pena in 3 anni e 4 mesi di reclusione per entrambi.
