'Ndrangheta e narcos: nelle chat fra i portuali le foto delle mazzette di contanti
Messaggi inequivocabili che non sono passati inosservati agli occhi degli investigatori, nonostante i narcos di Gioia Tauro usassero chat criptate. I software spia installati nei telefonini hanno consentito alle forze dell’ordine di ricostruire la fitta rete che ha portato a numerosi arresti nei giorni scorsi. La cocaina nascosta nei container delle navi cargo veniva recuperata e immessa nel mercato anche grazie all’ausilio di funzionari infedeli che operavano all’interno del porto.
«Sto mandando un mess a Satana che mancano soldi. Nel pacco da 20 ce ne sono 15, mo’ vedo gli altri». A dialogare con “Satana” Rosario Bonifazio, uno dei presunti portuali infedeli di Gioia Tauro, è il collega Nazareno Valente. “Satana” è uno dei coordinatori delle attività, Valente uno degli ingranaggi di un sistema scardinato dalla Dda. È quanto riportato dal Corriere della Calabria, che inoltre ha mostrato le foto all’interno delle chat criptate.
Il 26 dicembre 2020 Valente lamentava un ammanco di 5mila euro rispetto alla quota spettante. È il giorno del messaggio inviato a “Satana” e corredato da «una fotografia estremamente esplicativa, in cui era possibile – appunta il gip distrettuale – osservare mazzette di denaro contante». Sul tavolo mucchi di soldi contanti e due contenitori con l’indicazione “30.000”. Seconda immagine captata dal trojan: i mucchi aumentano e Valente commenta: «Mancano 5mila (…) Non c’è da sapere, i conti sono conti. Già ni daru na miseria, in più 5mila euro in meno. Chi facimu, jocamu?».
E questo “malessere” è percepibile anche nelle altre chat tra gli indagati, dove compaiono ancora foto con mazzette di contanti e commenti altrettanto chiari per gli inquirenti. Questi ultimi hanno registrato un volume d’affari notevole, con profitti per un totale di circa 7,5 milioni di euro.
