San Calogero: bagarre in consiglio comunale
Punti all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale di San Calogero: il piano triennale delle opere pubbliche ed il bilancio di previsione.
Lavori pubblici. In evidenza gli interventi del consigliere di minoranza Sandro Varone sui tanti progetti milionari elencati dell’ing. Pasquale Lagadari, chiamato dalla maggioranza ad esporli, nonché l’ulteriore richiesta di 8 milioni di euro per il problema “frana Fosso Scalone”, «malgrado siano stati già spesi svariati milioni di euro ed il traffico veicolare è ancora interdetto ai mezzi pesanti, senza considerare che il nuovo tracciato di via Pirandello è già interessato da vistosi cedimenti stradali».
Varone ha contestato «le esorbitanti spese di progettazione per circa 400 mila euro, con ulteriori quasi 70 mila euro per indagini geologiche», evidenziando il fatto che, in ogni progetto su tale sito, «si ripetono queste indagini e le spese lievitano in modo proporzione alle alte somme richieste. Una “stranezza” che emerge dal fatto che Lagadari, nella sua relazione iniziale, aveva preannunciato la consegna di risultati di indagini eseguite in precedenza su precedenti finanziamenti, sempre riguardanti lo stesso sito, costati già svariate decine di miglia di euro, paragonando “fosso Scalone” ad una grave malattia bisognosa di continue indagini diagnostiche».
Varone, ha invitato la maggioranza «a riflettere sulle cure applicate, in quanto sarebbe forse ora di rivolgersi ad un medico specialista competente in materia, ovvero a tecnici con specifiche competenze e non a professionisti generici con incarichi diretti, senza alcuna comparazione». Argomentazioni che hanno fatto infuriare il consigliere Vincenzo Zinnà che ha accusato Varone di «offendere quei professionisti». Da qui si è scatenata una bagarre a cui il presidente del consiglio Paolo Paglianiti non è riuscito a porre un freno. E’ intervento allora il sindaco Giuseppe Maruca a difesa dei tecnici incaricati dei progetti sul fosso Scalone manifestando loro piena fiducia. Per la minoranza è intervenuto anche Antonio Calabria che ha raccomandato «maggiore attenzione al problema, con soluzioni definitive e non con incarichi e lavori che finora hanno causato solo inutili spese all’ente».
Il bilancio. A seguire anche il bilancio di previsione 2024-2026 è stato foriero di discussioni, con la relazione di Maruca e l’intervento del capogruppo di minoranza Calabria teso a consigliare un maggiore controllo su incarichi e lavori affinché «la cittadinanza possa avere maggiori servizi e non solo tasse esose da pagare».
Piccato anche stavolta l’intervento di Varone che ha evidenziato: «In quattro anni l’amministrazione ha vissuto di rendita delle opere volute e portate avanti dalla Giunta Brosio che, in una situazione economica precaria, tra le tante opere finanziate, aveva anche migliorato i servizi, su tutti l’erogazione dell’acqua 24h/24h anche nel periodo estivo e la bitumazione di tante strade, al contrario di quanto sta avvenendo oggi in cui la viabilità e la problematica idrica sono del tutto trascurate malgrado durante la seduta la maggioranza non ha perso occasione di vantarsi dei tanti milioni arrivati ed in arrivo».
Varone ha poi quasi giustificato l’operato del sindaco Maruca, etichettandolo come «il parafulmine di una maggioranza fallimentare», con alcuni amministratori interessati solo «alle tante progettazioni e non alla realizzazione delle opere derivanti da finanziamenti milionari ottenuti anche grazie al Pnrr. Questo “modus operandi” - ha tuonato - potrebbe rappresentare l’anticamera di un nuovo dissesto finanziario», invitando Maruca a riprendere le redini della maggioranza, «visto che è l’unico, insieme a qualche altro amministratore, a dimostrare quantomeno vicinanza alla cittadinanza», nonché «ad avere il coraggio di togliere “fosso Scalone” dalle mani di chi ha solo interessi economici, delegandolo ad enti superiori dotati di uffici organicamente più attrezzati rispetto all’Ufficio Tecnico Comunale che, addirittura, ha recentemente incaricato una figura esterna, assistente al Dec, con conseguenti spese aggiuntive, per il controllo dell’esecuzione dei lavori, dimostrando di non avere già il personale in grado di controllare i servizi ordinari».
Insomma, accuse «di scarsa attenzione verso i servizi dirette chiaramente verso alcuni amministratori, lontani dal territorio e distratti dai finanziamenti milionari che conducono a costose progettazioni», ironicamente asserendo che «anche il gesto di parcheggiare la macchina davanti al municipio, per come il sindaco suole fare, indicherebbe quantomeno la presenza e quindi la disponibilità ad ascoltare i cittadini. Al contrario, altri amministratori, pur recandosi in municipio ogni mattina, evitano il contatto con la gente dimostrando il loro disinteresse alle problematiche».
Ancora una volta l’intervento del consigliere è stato interrotto da Vincenzo Zinnà che, forse per l’ironia usata, ha “minacciato” Varone di «parcheggiargli davanti casa». Purtroppo anche stavolta «il presidente del Consiglio - hanno rimarcato dall’opposizione - non ha frenato tale impetuoso scempio, non permettendo quindi a Varone di proseguire e concludere l’intervento».
Le interrogazioni. All’ultimo punto all’ordine del giorno vi erano le risposte alle interrogazioni poste dalla minoranza su Casa della Cultura, Asilo Nido e Campetti polivalenti, «lette velocemente dal Paglianiti che, al termine, senza alcuna spiegazione e logica, ha abbandonato l’aula dimenticando di chiudere la seduta consiliare e lasciando tutti i presenti sbalorditi, senza possibilità di replica, seguito dal consigliere Zinnà. Con ironia - hanno raccontato gli esponenti dell’opposizione - la minoranza è rimasta al suo posto e rimarcato una gestione consiliare al limite dell’immaginazione, cosa che ha spinto il sindaco Maruca a richiamare Paglianiti in aula, invitandolo a concludere la seduta. Lo stesso è rientrato e sbottando ha invitato il vicepresidente a prendere il suo posto». A conclusione dei lavori l’ennesimo rimbrotto ai consiglieri di minoranza da parte di Maruca per censurare le frequenti interrogazioni e i post social, con Calabria intento a respingere le accuse, rivendicando «il fisiologico ruolo di una opposizione che», a suo dire, «si limita all’azione svolta in sala consiliare e non in altre sedi».
