Amministrative a Reggio, Bombardieri: "Un sistema di brogli preordinato"
Un sistema di brogli preordinato e centinaia di certificati elettorali utilizzati per far risultare voti di persone anziane e addirittura in due casi, decedute. “Non è un’indagine sulle elezioni – spiega il procuratore Giovanni Bombardieri in conferenza stampa – ma gli accertamenti sono legati alla particolarità del dato di grande rilievo del possesso di numerosi certificati trovati in possesso di un soggetto davanti ad un seggio elettorale. Per quanti riguarda i presidenti di seggio “vengono nominati dalla Corte d’Appello con una procedura specifica - spiega Bombardieri – ma può capitare che un soggetto non si presenti o rinunci all’incarico e spetterà al sindaco sostituirlo”. Ed ecco che Antonino Castorina nomina Giustra per la sezione numero 172 dove però il presidente di seggio si presenza, e viene dirottato alla 184, la sezione dove vengono rilasciati una serie di duplicati di certificati elettorali oggetto dell’accertamento”.
“E’ un indagine partita da un’intuizione dalla Digos e partono da quanto rilevato da due agenti che hanno notato un soggetto in possesso di alcuni duplicati di certificati elettorali riferiti a sezioni diverse da quelle davanti alla quale si trovava. Qui sono partite indagini mirate che hanno portato ad accertare vicende sorprendenti. E’ stato rilevato un numero di duplicati importante di certificati elettorali emessi in prossimità delle elezioni ma sorprende l’esito degli accertamenti della Digos su questi duplicati, in particolare di soggetti anziani due dei quali addirittura deceduti, uno nel 2018, l’altro proprio nel mese di settembre. Su 100 duplicati di certificati abbiamo indagato su quanti effettivamente si erano recati a votare”.
“Castorina aveva ottenuto un numero rilevantissimo di certificati e nell’ufficio di Santa Caterina ne aveva ricevuto 280 su 320. Dati che sono balzati all’occhio anche per il range d’età dei richiedenti. E così è scattata la verifica. In alcuni post sui social – racconta Bombardieri – qualcuno si era lamentato che la Digos andasse casa per casa a chiedere chi avesse votato. Dagli esami dei primi cento circa, certificati, si è scoperto che tutti i soggetti contattati non avevano mai rilasciato nessuna procura e non si erano mai recati a votare”. Si tratta di un primo step e le indagini sono ancora in corso e c’è ancora molto materiale da esaminare e che sta venendo fuori dalle perquisizioni. Otto sono le sezioni elettorali interessate dall’inchiesta.
“Non spetta a noi – ha sostenuto il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni – dire che le elezioni vanno rifatte. Qui non si tratta di una questione estemporanea, ma di un meccanismo preordinato da tempo. A Castorina è stata data la possibilità di fare tutto questo, attraverso condotte che gli hanno consentito di nominare dei presidenti di seggio compiacenti”.
