Lamezia, il ritorno in Comune del sindaco Paolo Mascaro: "Così rilancerò la città"
Si è reinsediato questa mattina il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, dopo la sentenza con cui il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha accolto il ricorso contro lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale. Mascaro, che rientra in carica insieme a tutti gli organismi istituzionali, è stato accolto davanti al Comune da cittadini, dipendenti e giornalisti.
Dallo scioglimento al ritorno. Nel decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, firmato il 24 novembre 2017, era stato evidenziato che "dall'esito di approfonditi accertamenti, sono emerse forme di ingerenza della criminalità organizzata che hanno esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialità dell'attività comunale. La permeabilità dell'ente - era scritto nel decreto del Capo dello Stato - ai condizionamenti esterni della criminalità organizzata ha arrecato grave pregiudizio agli interessi della collettività e ha determinato la perdita di credibilità dell'istituzione locale". La sentenza del Tar Lazio ha riaperto la consiliatura per l'amministrazione di centrodestra, ribaltando la decisione degli organi amministrativi che aveva portato al commissariamento dell'ente. Con il ritorno del sindaco Mascaro finisce la parentesi della gestione straordinaria del Comune di Lamezia Terme, affidata a una terna di commissari guidati dal prefetto Francesco Alecci.
La priorità. "Ho già programmato incontri importantissimi in giornata perché vogliamo capire bene la situazione ed essere subito operativi al massimo". E' quanto dichiarato dal sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, parlando con i giornalisti al suo ingresso al Comune, dopo aver indossato la fascia tricolore. Uno dei suoi primi obiettivi sarà quello di affrontare le problematiche della macchina comunale: "E' una delle priorità, bisognerà fare in modo di sbloccare la limitazione determinata dal piano di riequilibrio in itinere, perché Lamezia Terme non può andare avanti con l'attuale numero di dirigenti e dipendenti senza possibilità di fare concorsi o far scorrere graduatorie e con la mannaia di quota 100. Lavoreremo subito su questo: faccio un appello al ministero dell'Interno perché - ha proseguito il sindaco - con questa limitazione, con cui paghiamo un dissesto ereditato, non si può andare avanti".
"Non mi dimetto". Mascaro ha escluso, poi, l'idea di dimissioni, sostenendo la sua ferma determinazione di andare avanti, "perché ci sono troppe tematiche che attendono una pronta risoluzione, penso a esempio al Psc. Oggi pomeriggio - ha quindi reso noto il sindaco di Lamezia Terme - incontrerò i miei cinque assessori, ai quali dirò che c'è la necessità di recuperare il tempo perduto e quindi la necessità di aumentare il carico di lavoro, che già era gravoso in precedenza, e di raddoppiare il nostro impegno. I cinque assessori sono un'ottima base di partenza, poi l'obiettivo è inserire altre due figure per colmare i vuoti nella compagine di governo". Mascaro ha poi aggiunto: "L'avere Lamezia Terme subito un fatto eccezionale come lo scioglimento comporta a mio avviso decisioni e conseguenze eccezionali, quindi ritengo che bisogna avere un patto tra tutti i consiglieri comunali, mettere la città al primo posto e annullare velleità personali per prossime elezioni e lavorare con un solo far. Ieri - ha spiegato il sindaco di Lamezia Terme - ho inviato un messaggio a tutti i consiglieri comunali ricordando loro che tutti abbiamo ricevuto il mandato di servire la città".
