Vibo, tensioni anche in FI. Farfaglia difende L'Andolina e attacca il partito
"Sento il dovere d’intervenire a qualche giorno dalle dimissioni dei consiglieri di Forza Italia della provincia di Vibo Valentia, fatto che ha provocato lo scioglimento del consiglio provinciale ma non la decadenza del presidente Landolina, e sul successivo tentato golpe al Comune di Zambrone finalizzato a provocare la decadenza del Presidente sottraendogli la carica di Sindaco. I consiglieri di Forza Italia con il loro comportamento hanno soltanto determinato le elezioni anticipate di qualche mese del consiglio E NON DEL PRESIDENTE favorendo di fatto la sinistra che oggi detiene la maggiore quota dei voti ponderati dei consiglieri del Comune capoluogo (passata dal rapporto 22 consiglieri di centrodestra a 9 consiglieri di centrosinistra a 9 di centrodestra e 22 centrosinistra)". Esordisce così il sindaco di San Gregorio Pasquale Farfaglia che aggiunge: "Ciò che mi rattrista è che a provocare questa crisi siano stati i tre consiglieri del mio partito e del partito del presidente(eletto dalla maggioranza di centrodestra e prevalentemente dagli stessi forzisti) che negli ultimi mesi non hanno perso occasione di chiedere le dimissioni attraverso dichiarazioni fuori luogo che addirittura definiscono " insulto alle istituzioni ed esprimendo totale sfiducia verso una gestione arrogante e lesiva della dignità istituzionale".
A suo dire, "le costanti contestazioni si sono trasformate nell’ultimo periodo ad una consueta abitudine di odio politico e personale perpetrato nei confronti del Sindaco- Presidente che ha superato il limite della decenza. Non si può attaccare e denunciare cattiva amministrazione, parlare di atti di arroganza inaudita, affronto alla comunità e ai consiglieri, sapendo che alla base della critica ci sono motivi che esulano dalla buona amministrazione( ben noti ai consiglieri). L'attacco al Presidente della provincia non è un colpo al politico ma un attacco all'uomo, un duro affronto personale che non ci possiamo permettere.
Il Presidente Landolina ha amministrato tenendo la barra dritta in un ente che proviene dagli anni bui del dissesto, meritevole di aver proseguito il risanamento economico e forte di cospicui interventi nei settori di competenza: strade e scuole".
Ma ciò "che ha fatto in maniera ancor più impeccabile è aver garantito la trasparenza e la legalità di tutti gli atti prodotti dall’amministrazione provinciale allontanando ombre e dubbi dal palazzo della provincia.
Ed allora perché invece di dire che il problema è amministrativo non si ha il coraggio di dire che il problema è politico?
Mi chiedo a cosa serve aprire la crisi per portare l’ente provincia a votare con tre mesi di anticipo, attenzione non per individuare il presidente che rimane in carica, ma per il rinnovo del consiglio provinciale sapendo che il quadro politico è modificato?
Alla luce dei nuovi equilibri successivi alle elezioni regionali queste dimissioni appaiono incomprensibili perché ci ritroviamo in un partito che cerca di far cadere le amministrazioni di centrodestra e mantiene il numero legale per non far cadere il comune di sinistra a Vibo Valentia. Concludo rinnovando la mia solidarietà al presidente Landolina ed auspico un ritorno alle regole di partito e soprattutto agli ideali di Forza italia che impongono prima di tutto il rispetto della persona".
