Allerta Meteo, Occhiuto lancia l'allarme: «Preoccupati per il Tirreno, attese onde di 5 metri»
Il presidente della Regione sollecita il Governo su erosione costiera e burocrazia: «Servono procedure d’urgenza simili a quelle della Protezione Civile»
La Calabria torna a guardare con apprensione il mare. A margine di un evento alla Cittadella Regionale, il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha espresso forte preoccupazione per l’ondata di maltempo prevista nelle prossime ore, con particolare riferimento alla costa tirrenica cosentina.
«Siamo molto preoccupati per quello che potrà accadere fra stanotte e domani», ha esordito Occhiuto. Il monitoraggio è costante: le previsioni indicano mareggiate imponenti con onde che potrebbero raggiungere i 5 metri e mezzo. Sebbene l'intensità sembri inferiore a quella del ciclone Harry, il rischio resta altissimo in aree già profondamente ferite dall'erosione costiera. Secondo il governatore, la Calabria deve attrezzarsi per affrontare un futuro in cui questi eventi saranno sempre più frequenti: «Purtroppo con questi fenomeni bisognerà convivere nei prossimi anni. Mi auguro un approccio diverso dal punto di vista normativo: questi interventi dovrebbero essere realizzati con la stessa velocità con la quale si fanno gli interventi di protezione civile».
Il nodo centrale resta la lentezza delle procedure autorizzatorie. Occhiuto ha puntato il dito contro l'attuale iter del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale), che spesso richiede fino a 18 pareri diversi, paralizzando i lavori. «Sto cercando di intervenire a livello nazionale affinché il Governo introduca norme per rendere più agevoli questi interventi. Se ne parla solo quando avvengono i disastri, poi si spengono i riflettori. Noi, per la verità, li abbiamo sempre tenuti accesi». Il bilancio degli ultimi anni segna un cambio di passo nelle risorse investite, ma il fabbisogno resta enorme. Occhiuto ha ricordato i numeri della sua gestione, tra cui i 140 milioni di euro spesi in tre anni e mezzo per il dissesto idrogeologico (contro i 70 milioni dei dieci anni precedenti).
Nonostante lo sforzo economico, la sfida resta ardua. «Quella investita è comunque una goccia nel mare», ha concluso il Presidente. «Per difendere le coste e mitigare il rischio frane in Calabria servirebbero due o tre miliardi di euro, ma soprattutto procedure estremamente più veloci».
