Zona rossa, Prc: "Presidenti Regioni chiudano negozi a Pasqua e Pasquetta"
Le chiusure a singhiozzo e le restrizioni imposte dalla zona rossa non vanno giù a molti, ma c'è anche chi chiede maggiori tutele per quelle attività che continuano a rimanere aperte. Succede così che il Partito di Rifondazione Comunista spinga perché i presidente di Regione decidano le chiusure di supermercati e attività commerciali nei giorni di Pasqua e Pasquetta.
"A Pasqua e Pasquetta - scrive il PRC in una nota stampa - potremmo ritrovarci all'interno di un paradosso folle, insensato e pericoloso. L'Italia in zona rossa, con sindaci e prefetti che si affrettano a chiudere piazze e parchi pubblici mentre la normativa vigente consentirebbe alle attività commerciali: negozi, discount, supermercati e ipermercati del settore alimentare (anche all'interno dei centri commerciali), catene dell'elettronica, ferramenta, negozi di abbigliamento per bambini, articoli sportivi ecc di rimanere aperti in quanto "essenziali" e grazie anche alla liberalizzazione delle aperture nei giorni festivi. Non c'è alcuna ragione per cui le attività commerciali rimangano aperte a Pasqua e Pasquetta, persino durante una pandemia che in Italia uccide ancora oggi 300 persone al giorno."
"Chiediamo, come avvenuto lo scorso anno, che i Presidenti delle Regioni con propria ordinanza - continua la nota - decretino la chiusura di tutte le attività commerciali a Pasqua e Pasquetta su tutto il territorio regionale. Insieme ai sanitari, le lavoratrici e i lavoratori del commercio in particolare del settore alimentare dopo un anno di emergenza non si sono mai fermati. Il paese intero dovrebbe essere riconoscente a chi pur con contratti precari, con ridotte tutele, sottoposto a iper-sfruttamento non ha fatto mai mancare la propria abnegazione per mantenere aperti negozi e supermercati. Una categoria, quella delle commesse e dei commessi, a stretto contatto con il pubblico che vergognosamente tutti i piani vaccinali, regionali e nazionale, hanno dimenticato. Rifondazione Comunista si è sempre battuta contro il far west delle aperture e degli orari. La totale liberalizzazione è stata votata da centrodestra e centrosinistra durante il governo Monti. Anche durante questa emergenza abbiamo rilanciato più volte le preoccupazioni e le richieste dei lavoratori del commercio. Rifondazione chiede al Parlamento di cancellare la norma che consente alle catene commerciali, ipermercati e supermercati mano libera sulle aperture domenicali e festive."
