Il Tribunale di Cosenza – Sezione Misure di Prevenzione ha disposto la revoca della sorveglianza speciale nei confronti di Junior Muto, figlio di Franco Muto, ritenuto storico esponente della criminalità organizzata di Cetraro. Il provvedimento, adottato al termine della camera di consiglio del 26 novembre e depositato oggi dal Collegio presieduto da Carmen Ciarcia, con a latere Stefania Antico e Fabio Giuseppe Squillaci in qualità di relatore, ha effetto retroattivo.

Il Tribunale ha accolto integralmente l’istanza presentata dall’avvocato Emilio Enzo Quintieri del Foro di Paola, nonostante le opposizioni della Procura, rilevando il difetto originario e attuale di pericolosità sociale. La misura, applicata per la prima volta nel 2012, era stata motivata con la qualifica di Junior Muto come “soggetto pericoloso generico”, dedito a reati che mettono a rischio la sicurezza della collettività e con presunta disponibilità di proventi da attività illecite.

L’iter giudiziario aveva visto la misura confermata dalla Corte d’Appello di Catanzaro l’11 ottobre 2013, diventando irrevocabile il 23 novembre dello stesso anno. Nel maggio 2012, la Prefettura di Cosenza aveva revocato la patente di guida del giovane, mai più recuperata.

Nell’istanza depositata lo scorso 29 settembre, l’avvocato Quintieri ha sottolineato come la misura fosse stata applicata “in assenza totale dei presupposti di legge” e fondata su procedimenti penali tutti conclusi con assoluzione. La difesa ha richiamato il principio di non contraddizione, evidenziando che in caso di assoluzione in sede penale, il giudizio di prevenzione non può basarsi su elementi già smentiti dal giudice.

Il Tribunale ha condiviso tali argomentazioni, annullando la sorveglianza speciale e riaffermando la necessità che le misure preventive si fondino su prove non contraddette, evitando disordine nel sistema giudiziario. La decisione chiude così un lungo capitolo dell’iter giudiziario di Junior Muto, restituendo piena libertà a un provvedimento ritenuto ingiustificato dalla difesa.