C'è anche Marco Ballotta, ex portiere di Serie A e Nazionale, tra le persone raggirate e minacciate da alcuni esponenti del gruppo coinvolto nell'operazione anti-'ndrangheta denominata "Radici". L'ex calciatore di Bologna, Parma, Modena, Lazio e Inter, come riporta La Repubblica, è finito nei guai a causa di alcuni problemi economici. Nel 2020 aveva cercato un intermediario capace di risolvergli una rogna con una banca, un'operazione da 250 mila euro. Così qualcuno gli indica Giovanni Battista Moschella, uomo di 63 anni di Vibo Valentia ritenuto vicino ai clan.

Questi crea il contatto con una seconda persona, un mediatore creditizio, Roberto Radici, che afferma di poter trattare col direttore della banca. In cambio chiede 5 mila euro. Ballotta accetta e paga. Radici però, dopo aver incassato, prima prende tempo, poi sparisce dalla circolazione.

Alcuni mesi dopo l'ex portiere scopre che Radici ha un ufficio a Modena e lo va a incontrare. Il mediatore tergiversa poi i due escono e all'esterno, dove arriva Moschella. Qui la discussione si anima e il calabrese inizia ad accusare Ballotta di aver parlato male di lui dicendo che aveva avuto problemi con la giustizia ad alcuni professionisti della città. Lo aggredisce dicendogli: "Vuoi che ti faccia arrivare qualcuno? Stai attento". Minacce a cui seguono due pugni al petto. Ballotta non reagisce, va via e da quel momento rinuncia all'idea di recuperare i suoi soldi. Secondo gli inquirenti anche lui intimorito.