"I viaggi si organizzavano grazie a Mohamed, un marocchino che aveva contatti con la Libia e che gestiva i traffici verso le coste agrigentine. Da Lampedusa sono scappato come fanno in tanti e andato a Palma di Montechiaro da una cugina, la' c'e' un grande giro di migranti. Arrivano a bordo di pescherecci". Mestoury Said, il marocchino collaboratore di giustizia, con un cappuccio, in video collegamento e immortalato di spalle da un sito riservato, ha raccontato in aula, in Corte di assise, ad Agrigento, i dettagli del vasto traffico di esseri umani dalla Libia all'Italia. Said, per oltre sei ore, e' stato interrogato dal pm della Dda Alessia Sinatra.


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"Sono stato trasferito, dopo lo sbarco, in un centro di accoglienza di Crotone e da lì sono fuggito come fanno in tanti. Sono stato a Palma, da una parente. La' - ha aggiunto il collaboratore di giustizia - ci sono alcune persone che organizzano i traffici. Arriva almeno un peschereccio a settimana".

La Corte di assise presieduta da Francesco Provenzano, davanti alla quale sono imputati in ventisette, ha rinviato l'udienza al 18 dicembre per il contro-interrogatorio del collaborante da parte della difesa.