La Calabria piange la morte di un giovane di soli 17 anni vittima di un incidente stradale (NOME)
La comunità di Locri-Gerace si stringe attorno alla famiglia del diciassettenne scomparso. Don Oliva prega anche per l'altro giovane rimasto gravemente ferito: «Gesù trasforma il dolore in speranza»

Una ferita profonda squarcia il cuore della comunità diocesana di Locri-Gerace, unita in un cordoglio silenzioso e commosso per la tragica e prematura scomparsa di Bruno Morabito, strappato alla vita a soli 17 anni mentre viaggiava in sella a una moto insieme a un coetaneo quando, per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo si è scontrato con un’automobile. L’impatto è avvenuto a circa 500 metri dalla Compagnia dei Carabinieri di Bianco.
L'ultimo saluto al giovane si è trasformato in un momento di intensa preghiera collettiva, in cui il dolore per una giovinezza spezzata si è unito alla speranza per l'altro ragazzo rimasto gravemente ferito nel medesimo drammatico incidente, per il quale l'intera comunità continua a sperare.
Durante la solenne celebrazione esequiale, il Vescovo della Diocesi, S.E. Monsignor Francesco Oliva, ha offerto parole di conforto e profonda riflessione nell'omelia. Il presule ha lanciato un forte richiamo alla fede, invitando i presenti a trovare un barlume di forza nella vicinanza di Gesù: un Cristo che – ha ricordato il Vescovo – non elimina la sofferenza umana, ma sceglie di condividerla, camminando al fianco di chi soffre per trasformare il dolore in amore e speranza.
L'intervento di Monsignor Oliva non è stato solo un abbraccio spirituale, ma anche un monito concreto e accorato rivolto a tutti, in particolare ai più giovani: «La vita è un bene prezioso e va custodita con senso di responsabilità, soprattutto sulle nostre strade, troppo spesso e drammaticamente segnate da tragedie inaccettabili.»
Con una nota ufficiale diffusa anche sui propri canali social, la Diocesi ha voluto rinnovare la propria vicinanza alla famiglia della vittima: «Con il cuore rivolto al cielo, affidiamo Bruno alle mani di Dio Padre e chiediamo protezione e consolazione per i suoi genitori, il fratello, gli amici e tutta la comunità». Un addio straziante, che lascia un intero territorio a riflettere sul valore del destino e sulla fragilità della vita.
