Possesso di droga: annullata la sentenza per imputato calabrese (NOME)
La Corte Suprema di Cassazione, con decisione definitiva del 4 febbraio 2025, ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria del 6 febbraio 2024 in merito alla contestazione dell’aggravante dell’ingente quantitativo, prevista dall’art. 80, comma 2, del D.P.R. n. 309/90. Il caso è stato rinviato a un’altra sezione della stessa Corte d’Appello per un nuovo giudizio su questo specifico punto. La vicenda risale all’8 ottobre 2015, quando Raffaele Demasi fu arrestato a Laureana di Borrello (in provincia di Reggio Calabria) dai Carabinieri dopo un inseguimento iniziato nei pressi di Monsoreto. Il fermo avvenne in seguito al ritrovamento di un furgone contenente circa 161 kg di marijuana, che portò al sequestro della sostanza e all’arresto dell’indagato.
In primo grado, il Gup del Tribunale di Palmi aveva condannato Demasi a 4 anni di reclusione, riconoscendo l’aggravante dell’ingente quantitativo. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, pur riducendo la pena a 3 anni, aveva confermato la sussistenza dell’aggravante.
A seguito del ricorso presentato dall’avvocato Davide Vigna, difensore di Demasi, la Corte di Cassazione ha ritenuto illogici i criteri utilizzati per calcolare il quantitativo di principio attivo della sostanza sequestrata. Questo elemento ha portato all’annullamento della sentenza d’Appello limitatamente alla contestazione dell’aggravante, imponendo un nuovo esame della questione.
Ora si attende il nuovo giudizio della Corte d’Appello, che dovrà riesaminare la sussistenza dell’aggravante sulla base delle indicazioni della Suprema Corte.
