Una giornata di sole quasi primaverile. Un bel sole ed un tramonto che rimanda ad un'altra soleggiata. Vibo vive con relativa tranquillità il giorno dopo. Quel giorno dopo che segue il decreto del governo che blinda tutto il paese. Anche la Calabria, anche Vibo. Il traffico in città viaggia su binari normali, i controlli delle pattuglie ci sono, ma non sono stringenti. D'altronde, è praticamente impossibile garantire una capillare mappatura del territorio per chi entra e per chi esce.

Poca gente in giro. Città vuota, ma non deserta. Molti locali sono chiusi, tanti altri hanno abbassato la serranda anche prima delle ore 18:00, orario di chiusura per bar, pizzerie, pub e ristoranti (salvo chi ha deciso di rimanere aperto e garantire il servizio d'asporto).

Il clima di disorientamento, più di vera e propria paura, c'è e si vede. Le passeggiate nei luoghi aperti sono consentite, ma al parco urbano solo qualche "runner", solo qualche liceale che si è già dimenticato delle raccomandazioni e si lascia andare a baci, abbracci e strette di mano. I bar su Corso Vittorio Emanuele sono vuoti, poca gente in giro (parecchi anziani), mentre è proseguita, per tutto il giorno, la corsa ai supermercati ed alle farmacie.

Alle 18:00 tutti a casa, il flusso del traffico aumenta con la chiusura degli uffici, qualche bar chiude puntualissimo in orario, altri alle ore 18:30 sono ancora in fase di chiusura. La città ora si svuota davvero, strade deserte e chi è ancora aperto guarda l'orologio con ansia per tornare a casa il prima possibile. Un clima irreale, una situazione anomala, ma alla quale anche i vibonesi si dovranno abituare.