È arrivato il verdetto della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione sul processo “Rimpiazzo”: condanne definitive per otto imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Il giudizio di legittimità ha sostanzialmente confermato il quadro accusatorio emerso nei precedenti gradi di giudizio, rendendo definitive le pene inflitte in Appello.

Nel dettaglio, la Cassazione ha confermato le seguenti condanne:
Giovanni Battaglia: 9 anni di reclusione
Nazzareno Felice: 8 anni e 4 mesi
Nazzareno Fiorillo: 11 anni
Giovanni Giardina: 6 anni
Gaetano Rubino: 6 anni e 4 mesi
Francesco La Bella: 8 anni
Raffaele Moscato (collaboratore di giustizia): 7 anni e 2 mesi
Michele Fiorillo (classe ’86, detto “Zarrillo”): 12 anni – era stato assolto in primo grado e condannato in Appello

Unica eccezione la posizione di Sacha Fortuna, per il quale la Suprema Corte ha annullato la condanna con rinvio per un nuovo esame in Appello.
L’indagine
L’operazione “Rimpiazzo” – considerata l’anticamera di “Rinascita Scott” – ha colpito i vertici e i componenti della cosiddetta “Società di Piscopio”, articolazione mafiosa riconosciuta dal “Crimine di Polsi”. Il gruppo aveva base nel piccolo centro di Piscopio, alle porte di Vibo Valentia, e puntava a sostituirsi ai Mancuso di Limbadi, approfittando del vuoto lasciato dagli arresti dei capi storici.

Al centro dell’inchiesta, avviata nei primi anni 2010, le dichiarazioni di Raffaele Moscato, ritenuto esponente apicale della consorteria e uomo d’azione per estorsioni, danneggiamenti e omicidi. Le accuse mosse dalla Dda di Catanzaro, rappresentata in aula dal pm Andrea Mancuso, riguardavano associazione mafiosa, concorso esterno, armi, estorsione, danneggiamenti e traffico di droga.

Nel corso delle indagini, condotte dalla Polizia di Stato, erano stati ricostruiti: 26 episodi di estorsione, 9 danneggiamenti, 32 casi di spaccio di stupefacenti.

I “Piscopisani” sceglievano le vittime tra chi era storicamente sottoposto al controllo dei Mancuso, cercando di sottrarre loro il territorio, in particolare nel capoluogo vibonese e lungo la fascia costiera.