Accusato di essere un prestanome del boss Accorinti, annullata l'ordinanza cautelare
La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza cautelare emessa nei confronti di Giuseppe Antonio Salamò, titolare del ristorante "La Villetta" a Tropea. L'indagato era stato raggiunto dal predetto provvedimento con l'accusa di essere prestanome del boss Giuseppe Antonio Accorinti di Zungri, con contestuale sequestro dell'attività imprenditoriale operante da anni a Tropea.
I giudici del riesame avevano confermato sia l'accusa di intestazione fittizia che quella, ben più grave, di aver agevolato il clan Accorinti, decisione impugnata dall'avvocato Francesco Sabatino che ha contestato la sussistenza di qualsivoglia presupposto legittimante la misura con argomentazioni che dopo sette mesi sono state accolte pienamente dai giudici romani. I giudici hanno disposto l'annullamento con rinvio e dunque il Riesame a breve dovrà pronunciarsi nuovamente sulla posizione di Salamò.
