Oltre trenta anni di latitanza e tanti crimini alle spalle ai vertici di "Cosa Nostra", quando anche il "Capo dei capi" Totò Riina era a piede libero. E' ormai finita la libertà del boss Matteo Messina denaro trovato e arrestato lo scorso gennaio. Tra le tante cose emerse e che stanno emergendo, comunque, c'è anche una lettera che l'ex capo di Cosa Nostra avrebbe inviato alla sorella prima di essere arrestato: "Non morirò di tumore, appena non ce la faccio più mi ucciderò a casa e mi troverai tu. Ti dirò quando arriverà il momento". Da tempo malato, Matteo Messina Denaro era consapevole della gravità delle sue condizioni di salute e avrebbe preferito morire piuttosto che arrendersi dopo un trentennio di latitanza.

Per chiudere da eroe solitario la sua partita Messina Denaro, come scrive oggi il quotidiano La Repubblica, avrebbe potuto usare la pistola Smith&Wesson che teneva nel suo covo di Campobello di Mazara, mentre la sorella era quella che doveva cancellare ogni segreto e traccia che riguardassero gli affari del boss. Le indagini condotte dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido continuano però a cercare altri punti d’appoggio e appartamenti di cui Messina Denaro aveva avuto la disponibilità. Curiosamente nel progetto suicida si ritrova una somiglianza con la fine di Francesco Messina Denaro, don Ciccio, il padre di Matteo. Anche lui morì da latitante ma non per scelta volontaria: fu stroncato da un infarto.